Napul è mille culure, cantava il buon Pino Daniele. Una città dalle mille sfaccettature, facilmente sospesa tra esaltazione e depressione nel giro di un amen. Da quando c’è il web questo aspetto è stato ulteriormente accentuato, favorito dalla predisposizione dei giovani ad usare il virtuale come valvola di sfogo, ma anche come specchio in cui riflettere la propria realtà.

Modelli ed esempi per giovani napoletani sul web

I giovani di Napoli presentano un rapporto piuttosto variegato con il web. I social da questo punto di vista non hanno fatto altro che amplificare un’esposizione ed un accento esibizionista tipicamente nella natura di quel popolo.

Per giovani napoletani si può intendere, secondo un’accezione più ampia, i soggetti che spaziano dai 15 ai 40 anni, considerando che l’età giovanile si è dilatata molto nel corso degli anni.

Spesso e volentieri essi si trovano nella condizione di avere a che fare con modelli ed esempi di ispirazione sul web a metà strada tra il positivo e il negativo. Questione di punti di vista.

L’esibizione spudorata e incontrollata, per l’appunto, è uno di quegli aspetti su cui riflettere, sempre più derubricati a fenomeni sociali. Un social come Tik Tok finisce per orientare le masse e configurarsi come fonte di ispirazione, non sempre particolarmente efficace.

I giovani di Napoli più esibizionisti sul web per “colpa” di Tik Tok?

Capita piuttosto frequentemente di scorrere video su Tik Tok ed imbattersi in modelli da considerarsi sbagliati e distorti rispetto ad una certa realtà che si vive, i quali possono avere anche riscontri giudiziari. I giovani di Napoli vivono più di tutti questa condizione esasperata, ritrovandosi a “contatto diretto” con tiktoker autonominatisi mentori.

Un tipo di piattaforma in grado di “deviare” e aumentare il senso di esibizionismo dei ragazzi. Si vedono ovunque manifestazioni di ego e spudoratezza che mettono in evidenza la medaglia più disonorevole di determinati soggetti.

Vetrina perfetta per manifestare un senso del disagio abbinato ad una malsana voglia di mettersi in mostra, screditando, tuttavia, altri. Uno dei più attivi sul territorio da questo punto di vista risulta essere un deputato italiano, Francesco Emilio Borrelli.

Basta fare un giro su Tik Tok per comprendere a pieno le sue battaglie non solo politiche, ma anche e soprattutto sociali. Dedicate ad una certa parte di Napoli giovanile tendente all’eccesso e alla denigrazione del territorio e della collettività.

Lui rappresenta uno dei più ferventi sostenitori dell’anticamorrismo, se così lo si può definire. Un modo di fare e di agire all’interno della società che, spesso e volentieri, appartiene proprio a ragazzini figli di Napoli.

I social, in linea di massima, possono diventare uno strumento pericoloso se finiti nelle mani sbagliate e con mentalità sbagliata. Saperli usare con raziocinio, criterio e proattività, intesa nel verso giusto, dovrebbe essere acquisita come missione da seguire per una piccola parte di giovani di Napoli alle prese con un rapporto di tipo deviante con il web.

Le scommesse online: fenomeno in ascesa tra i giovani di Napoli

I centri scommesse rappresentano una delle maggiori fonti di guadagno sul territorio campano, in maniera più o meno lecita. Su Napoli, in particolare, ce n’è più di uno in ogni quartiere, a testimonianza di una penetrazione piuttosto profonda sulla collettività, nonostante, per chi ama il gioco, sul web è facile trovare la lista per quanto concerne i migliori siti di poker online.

Ma a Napoli, i centri scommesse ‘fisici’ spesso e volentieri essi si trasformano in veri e propri punti di ritrovo per i giovani, i quali possono giocare e scommettere allo stesso tempo. La proliferazione delle scommesse live, vale a dire in tempo reale rispetto ad uno o più eventi, non ha fatto altro che accentuare ulteriormente questa tendenza in forte ascesa.

Non è un caso che, secondo le statistiche nazionali, più del 60% dei giovani di oggi mette in pratica almeno una scommessa online al giorno. Dati in rialzo, se si considera solamente il territorio napoletano.

I giocatori assidui hanno un’età sempre minore e non riguarda soltanto l’ambito sportivo, ma anche quello riconducibile al gioco d’azzardo. Le nuove generazioni dei giovani di Napoli, nella fattispecie, amano scommettere, ma non tanto da lontano quanto in un luogo fisico deputato.

Per questo le agenzie di scommesse a Napoli e dintorni si configurano come punti di incontro in cui ritrovarsi, condividere e, nei peggiori casi, sperperare i propri guadagni.

Napoli tra le peggiori città d’Italia: il riscontro dei giovani

Napoli è una città dagli aspetti controversi e, talvolta, contraddittori. È risaputo. La qualità della vita, anche per i più giovani, si è abbassata in maniera considerevole nel corso degli anni e non è tutta colpa della crisi economica.

Ad essa si accompagna una crisi sociale e giovanile sempre più dilagante che, inevitabilmente, incide sul loro presente e futuro. Il Sole 24 ore, lo scorso maggio, ha stilato la classifica delle città dove si vive meglio in termini di qualità e benessere. Napoli e il sud nel complesso figurano agli ultimi posti.

Risultati impietosi, figli di un disagio e degrado sociale incontrovertibili. Napoli tra le città peggiori d’Italia, ma non per questo i giovani di Napoli la disprezzano, anzi. Soprattutto in epoca moderna, grazie ad iniziative di sensibilizzazione e propaganda, stanno cercando in tutti i modi di risollevarla. Non è solo una questione meramente artistica, culturale, ma va oltre e assorbe ogni singolo cittadino che intende fare la sua parte.

Sport come forma di riscatto per i giovani di Napoli

Chi vive in contesti difficili e degradati, per forza di cose, necessita di alternative in grado di proporre forme di riscatto e resurrezione rispetto ad una realtà imprevedibile. Lo sport, da questo punto di vista, si pone come un ottimo volano per consentire ai giovani di Napoli di potersi riscattare sotto ogni punto di vista.

La disciplina che più di tutte esemplifica questa forma di orgoglio personale è la boxe. Di campioni di origine napoletana ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno ancora. Tante palestre nel centro cittadino e nell’hinterland fanno un grandissimo lavoro per togliere i ragazzi della strada e portarli sul ring.

Al di là dell’aspetto competitivo, conta molto di più l’apprendimento di una disciplina, delle sue regole e dei suoi vincoli. Dal Rione Sanità, passando per Scampia e Secondigliano. Sport come boxe possono aiutare tantissimo dal punto di vista meramente sociale e familiare, persino più, delle volte, di tante attività propagandistiche di matrice politica efficaci soltanto in apparenza.