CASERTA – Due mesi intensi di ascolto, ispezioni e confronto istituzionale: è il bilancio delle prime attività svolte dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, che ha tracciato un primo resoconto del proprio operato con l’obiettivo di rafforzare la tutela della dignità e dei diritti umani all’interno degli istituti penitenziari e delle strutture di sicurezza del territorio.

Visite e ascolto nei luoghi della detenzione

Nei primi 60 giorni di mandato, il Garante ha effettuato visite ispettive – sia programmate che a sorpresa – in tutte le principali strutture detentive della provincia: la Casa circondariale militare e civile di Santa Maria Capua Vetere, il carcere di Carinola, l’Istituto penale per minorenni di Airola, l’ex OPG di Aversa, la REMS di Calvi Risorta e la Casa di reclusione di Arienzo. Le ispezioni hanno permesso di raccogliere dati concreti e testimonianze dirette sulle condizioni detentive, sulle difficoltà degli operatori, nonché sulle carenze sanitarie, strutturali e organizzative.

Collaborazione con istituzioni e territorio

Il lavoro del Garante si è affiancato a un’intensa attività di dialogo istituzionale, attivando canali di confronto e collaborazione con il Prefetto di Caserta, il Direttore Generale dell’ASL, il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria e la Direttrice dell’UEPE. L’obiettivo dichiarato è la creazione di una rete stabile in grado di affrontare in modo sinergico le criticità emergenti.

Le criticità prioritarie segnalate

Il Garante ha messo nero su bianco diverse segnalazioni su temi urgenti e trasversali, tra cui:

  • Il sovraffollamento carcerario, che compromette la qualità della vita detentiva e l’operatività del personale;

  • Le carenze nella sanità penitenziaria, in particolare per l’assenza di personale medico e i ritardi nell’assistenza terapeutica;

  • I rischi operativi nella REMS di Calvi Risorta, dove il personale sarebbe esposto a condizioni di lavoro prive delle necessarie tutele.

Alcune di queste questioni sono già state trasmesse alla Commissione Diritti Umani del Senato, con l’intento di sollecitare interventi normativi e strutturali.

Diritti umani al centro

«Questo primo bimestre è stato un tempo di ascolto e costruzione – ha dichiarato il Garante – ma anche di denuncia e proposta. Ogni visita e ogni colloquio hanno rafforzato la consapevolezza che non può esserci legalità senza giustizia umana. La condizione delle persone private della libertà riflette la tenuta democratica di un intero territorio».

Nei prossimi mesi, l’Ufficio del Garante intensificherà il monitoraggio attivo, estendendo il dialogo anche al terzo settore, alla magistratura di sorveglianza, alle scuole, alle famiglie dei detenuti e alle associazioni per i diritti umani.

Per contatti e segnalazioni, è possibile rivolgersi all’Ufficio del Garante presso la Provincia di Caserta, via Lubich 6, attraverso i canali istituzionali.