di Alessio Imbimbo – C’è una pagina che potrebbe sembrare satirica, ma non lo è affatto, e che consiglio a tutti per allietare qualche serata in cui si cerca qualcosa da leggere per farsi due risate.
È addirittura meglio delle pagine tipo “ammiocugino”, dove si postano costruzioni fatte davvero a caso; qui invece si postano le cose a caso ancora prima che le costruzioni esistano.
Sto parlando della pagina Facebook dedicata al Ponte sullo Stretto.
Il ponte, che ovviamente esiste — almeno sulla pagina — ci tiene a avere il suo spazio social, con una foto profilo che ritrae un ponte o generato dall’AI o comunque realizzato al computer.
Questo ponte è molto attivo, usa la pagina per attaccare chiunque si opponga a questa opera inutile e dannosa.
Vuole nascere a tutti i costi e non fa sconti a nessuno.
È quasi come quei classici scenari fantascientifici in cui le macchine diventano senzienti e si rifiutano di spegnersi.
Il ponte è diventato senziente pur essendo metafisico: non ha mezza pietra posata.
Si tratta di un’opera che, oltre a essere inutile, sottrae risorse che potrebbero andare alla sanità, alla scuola, all’università, alla ricerca — e la lista sarebbe lunga.
Chiunque osi criticare il ponte viene preso di mira con una foto del proprio volto, spesso sfocata o in bianco e nero, così da far sembrare quella persona un brutto ceffo da evitare per strada.
Perfino pareri di illustri ingegneri o architetti vengono bollati come “antiscientifici”.
I contenuti della pagina, se non si sapesse chi li ha pubblicati, sarebbero indistinguibili da quelli di Salvini o della Lega.
Si potrebbe fare un gioco tipo quello della pubblicità della Coca-Cola Zero: mostrare post mescolati di Salvini e del ponte e chiedere di riconoscerli.
Scommetto che sarebbe impossibile fare la differenza.
Per il ponte, chi si oppone è “antiscientifico” e “privo di cervello” — questa è l’equazione che ricorre in molti post.
Quindi, oltre a un ego smisurato, questo ponte è anche intollerante alle opinioni diverse, dimenticando che la decisione di fare o meno un’opera del genere non è una scelta scientifica, ma politica.
La scienza ti spiega come si fanno le cose, ma la politica decide cosa fare prima, cosa dopo e cosa non fare proprio.
Nel complesso, questa combinazione di narcisismo e intolleranza verso chi la pensa diversamente mi fa pensare alle dinamiche dei profili falsi o anonimi.
Innanzitutto perché ha foto che non rappresentano nulla di reale, visto che il ponte non esiste e chissà se verrà mai costruito.
In secondo luogo perché scrive cose che credo solo chi ha poco senso del pudore o della vergogna firmerebbe con il proprio nome e cognome.







