Il cantante neomelodico tra i 35 indagati: nella maxi inchiesta agenti corrotti, violenze e un vero listino della droga dietro le sbarre
La Procura di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 35 persone coinvolte nel sistema illecito che, secondo gli inquirenti, permetteva l’ingresso di droga e telefoni cellulari nel carcere Pagliarelli. Tra gli indagati figura anche Niko Pandetta, cantante neomelodico e nipote dello storico boss catanese Turi Cappello.
L’inchiesta, avviata mesi fa e portata avanti da carabinieri e polizia penitenziaria, aveva già condotto lo scorso 23 maggio all’arresto di diversi agenti accusati di corruzione: avrebbero favorito l’ingresso dei materiali proibiti in cambio di denaro.
Giudizio immediato e 35 indagati
I pm Daniele Sansone e Antonio Carchietti hanno disposto il giudizio immediato per una decina di persone, mentre per altre 35 – tra cui Pandetta – sono state notificate le conclusioni delle indagini preliminari.
Tre soggetti del gruppo originario di 48 indagati restano ancora in attesa di provvedimenti.
Il tariffario della droga dietro le sbarre
L’indagine ha permesso di ricostruire un vero listino prezzi del narcotraffico interno al carcere:
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Una canna: tre pacchi di sigarette (circa 20 euro)
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Hashish: 100-150 euro al grammo
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Cocaina: fino a 600 euro al grammo
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Cellulari: prezzo fisso di 500 euro l’uno
Secondo gli investigatori, alcuni detenuti coinvolti avrebbero guadagnato fino a 15mila euro in un mese e mezzo.
Violenza per mantenere il controllo
Il sistema, sostengono gli inquirenti, era fondato anche sulla forza: chi non si piegava alle regole del gruppo veniva pestato all’interno della struttura penitenziaria. Un clima di omertà e sopraffazione che avrebbe permesso agli organizzatori di gestire traffici e introiti senza opposizioni.
Gli altri indagati
Nel lungo elenco figurano tra gli altri Alfredo Abbate, Alessio Alario, Francesco Bertolino, Claudio Caruso, Salvatore Castiglione (detto “il nano”), insieme a decine di persone a vario titolo ritenute coinvolte nel sistema illecito o nel suo supporto logistico interno al Pagliarelli.



