Articolo di Giovanni Vernazzaro – La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Vincenzo De Luca, rendendo definitiva la condanna al pagamento di 100mila euro alla Regione Campania. La vicenda, che ha tenuto banco per diversi anni, riguarda un presunto danno erariale legato alle indennità maggiorate riconosciute a quattro vigili urbani di Salerno, inizialmente distaccati in Regione come autisti e successivamente assunti come dirigenti.

De Luca aveva impugnato la decisione della Corte dei Conti, contestando un presunto difetto di giurisdizione. La tesi del governatore si fondava sul fatto che il presidente del collegio della Corte dei Conti, che aveva firmato la sentenza di primo grado, ricoprisse contemporaneamente un incarico extra-giudiziario. Secondo il ricorrente, ciò avrebbe potuto compromettere la legittimità del giudizio e della condanna.

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno però respinto questa argomentazione, chiarendo che l’incarico extra-giudiziario era stato regolarmente autorizzato e risultava pienamente compatibile con le funzioni giudiziarie svolte nell’ambito della Corte dei Conti. Con questa pronuncia, quindi, viene confermata senza possibilità di ulteriori impugnazioni la condanna al risarcimento dei 100mila euro a favore della Regione Campania.

La vicenda trae origine dalla gestione delle indennità riconosciute ai quattro vigili urbani di Salerno. Gli agenti, distaccati inizialmente come autisti presso la struttura regionale, avevano successivamente assunto incarichi dirigenziali, con un conseguente aumento delle indennità spettanti. La Corte dei Conti aveva ritenuto che tale riconoscimento fosse non corretto e lesivo delle finanze pubbliche, configurando così un danno erariale.

L’ordinanza definitiva della Cassazione è stata pubblicata il 26 dicembre 2025, chiudendo definitivamente un lungo contenzioso che aveva suscitato grande attenzione politica e mediatica in Campania. La decisione rappresenta un chiaro messaggio sulla tutela delle risorse pubbliche e sulla correttezza nella gestione degli incarichi e dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici.

Con la conferma della condanna, si chiude una pagina importante nella storia della gestione amministrativa della Regione Campania, ribadendo il ruolo della Corte dei Conti nel controllo della legittimità e dell’efficienza della spesa pubblica.