La speranza di uscire dal precariato si interrompe ancora una volta per dodici operai forestali della Città Metropolitana di Napoli. Dopo 16 anni di contratti a tempo determinato e un percorso che sembrava ormai giunto alla conclusione, la delibera per la loro stabilizzazione è stata bloccata all’ultimo momento. Un colpo di scena che riporta i lavoratori nel limbo e fa slittare tutto al 2026.

Secondo quanto denunciato da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, nonostante il parere favorevole della Ragioneria Generale, sarebbe stata la decisione del segretario generale dell’ente a fermare il processo. Al posto della stabilizzazione, l’ipotesi avanzata sarebbe quella di un nuovo bando di assunzione, proposta definita dai sindacati “raffazzonata e discutibile”, anche perché i 12 operai risultano già assunti in passato tramite procedure pubbliche.

La data chiave è quella del 18 dicembre, quando il percorso avrebbe dovuto chiudersi con la firma degli atti. A complicare lo scenario, anche l’assenza per malattia del dirigente competente, che ha impedito la sottoscrizione materiale dei contratti. Un ostacolo burocratico che, per i sindacati, ha assunto il peso di una beffa: “Dopo anni di lotte e promesse, ci ritroviamo daccapo”.

Un paragone pesante emerge nella nota sindacale: i 1200 forestali della Provincia di Benevento sono stati stabilizzati senza intoppi, mentre per Napoli il percorso si è arenato. Le tre sigle puntano il dito anche contro “dichiarazioni fuorvianti di pseudo sindacati che non hanno mai partecipato alle battaglie reali”.

La richiesta ora è chiara: un confronto urgente con il nuovo assessore regionale all’Ambiente e con il prossimo dirigente della Città Metropolitana per garantire un percorso certo nel 2026. “Questi lavoratori e le loro famiglie hanno diritto al rispetto e alla dignità”, concludono le organizzazioni sindacali, “non possiamo accettare che tutto resti fermo a un passaggio di firma mancato”.

Il futuro dei dodici operai forestali, almeno per ora, resta sospeso.