
Il sindacato degli infermieri esprime solidarietà al collega ferito e condanna l’assenza delle istituzioni aziendali. Chiesti presidi fissi di sicurezza e tutele immediate per il personale. Ospedale Moscati – Un infermiere del Pronto Soccorso è stato aggredito nella notte mentre svolgeva il proprio servizio. A denunciarlo è il Nursind, con una nota firmata dal segretario territoriale Romina Iannuzzi e dal segretario aziendale Michele Rosapane, che esprimono «totale e incondizionata solidarietà» al collega coinvolto e una «ferma condanna» per la mancata presenza delle istituzioni aziendali dopo l’episodio. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’aggressione è avvenuta durante un turno notturno, mentre l’infermiere stava facendo rispettare le norme di accesso alla sala d’attesa.
Un accompagnatore, in stato di alterazione, avrebbe reagito con violenza, colpendo ripetutamente il sanitario al torace. Solo l’intervento tempestivo di una pattuglia della Polizia, presente casualmente nei pressi della struttura, ha evitato conseguenze più gravi. L’aggressore è stato arrestato dopo un inseguimento e avrebbe opposto resistenza, aggredendo anche gli agenti. Il bilancio dell’episodio comprende due giorni di prognosi per il personale sanitario coinvolto, cinque giorni di prognosi per le forze dell’ordine intervenute e danni materiali a mezzi privati nel parcheggio dell’ospedale. Un quadro che, secondo il Nursind, contribuisce a rendere «ormai insostenibile» il clima di lavoro nei servizi di emergenza. Oltre alla violenza fisica, il sindacato evidenzia quella che definisce un’“aggressione morale”, legata all’assenza di risposte immediate da parte della Direzione. A quasi 24 ore dall’accaduto, si legge nella nota, non ci sarebbe stata alcuna visita sul posto né un segnale di vicinanza al personale coinvolto.
«La solidarietà non si esprime solo a parole nei convegni, ma con la presenza fisica e il sostegno concreto quando i lavoratori vengono colpiti sul campo», affermano i rappresentanti sindacali. Il Nursind chiede interventi strutturali e immediati per la sicurezza nei Pronto Soccorso: presidi fissi di sicurezza in ogni turno, in particolare in quelli notturni; protocolli rapidi di tutela legale e supporto psicologico per le vittime di violenza; un segnale chiaro e pubblico da parte della Direzione Generale. Il sindacato annuncia infine che seguirà il caso in tutte le sedi opportune, affinché l’episodio non venga archiviato come uno dei cosiddetti “rischi del mestiere”.




