Paura nella notte a Montoro, dove una bomba carta è stata fatta esplodere all’interno dell’atrio di un condominio nella frazione Piazza di Pandola, in via Rio Secco. Il boato, avvertito intorno alle 3.30 tra sabato e domenica, ha svegliato di soprassalto i residenti dello stabile e gli abitanti della zona, generando momenti di forte tensione.

L’esplosione ha causato danni ingenti: il portone d’ingresso del palazzo è stato completamente divelto, mentre l’onda d’urto ha danneggiato l’androne, le cassette postali e la pulsantiera del citofono. Nel condominio risiedono diciotto nuclei familiari. Fortunatamente non si registrano feriti, ma lo spavento tra i residenti è stato notevole.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dello stabile e dell’area interessata dall’esplosione, escludendo la presenza di ulteriori ordigni o situazioni di pericolo. Contestualmente sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Solofra, che hanno effettuato i rilievi tecnici e avviato le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.

Secondo una prima ricostruzione, l’ordigno artigianale sarebbe stato collocato direttamente nell’atrio dell’edificio, un palazzo di quattro piani. I militari dell’Arma hanno ascoltato i condomini e stanno acquisendo eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona, nel tentativo di individuare movimenti sospetti prima o dopo la deflagrazione.

L’episodio riaccende l’attenzione su una serie di fatti analoghi avvenuti negli ultimi anni nel territorio di Montoro. Solo pochi mesi fa una bomba carta era stata fatta esplodere davanti a una farmacia nella frazione Borgo, mentre in precedenza altri ordigni artigianali avevano colpito un’abitazione e l’auto di un avvocato penalista in diverse frazioni del comune. Eventi che, pur non avendo causato feriti, contribuiscono ad alimentare un clima di preoccupazione tra i cittadini.

Le indagini sono ora orientate a comprendere se l’esplosione di via Rio Secco sia riconducibile a un atto intimidatorio e, in tal caso, a individuare il possibile destinatario del gesto. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa.