Napoli resta fermo sul mercato, almeno per il momento. Dal Consiglio Federale della FIGC non è arrivato il via libera immediato alla modifica delle regole che avrebbe potuto sbloccare le operazioni in entrata del club azzurro nel mercato di gennaio.
Il Consiglio, infatti, non ha accolto formalmente la richiesta avanzata dalla Lega Serie A, che puntava a includere anche le riserve di liquidità presenti in cassa dei club nel calcolo del Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri fondamentali per operare sul mercato. La proposta, lanciata dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, aveva trovato il consenso di 15 società. Tre club – Juventus, Inter e Roma – si sarebbero astenuti, mentre il Milan avrebbe votato contro.
Il Consiglio Federale ha preso atto della proposta e, nel merito, non ha espresso una chiusura netta. Tuttavia, restano forti perplessità legate al metodo e soprattutto alle tempistiche. L’organo federale ha infatti chiesto alla Lega Serie A di verificare preventivamente che le società contrarie o astenute non presentino ricorsi qualora la modifica delle NOIF dovesse essere approvata a mercato già avviato.
Il nodo centrale è proprio questo: intervenire sulle regole economico-finanziarie a stagione in corso e con il mercato di gennaio già iniziato viene ritenuto inopportuno e potenzialmente fonte di contenziosi. Da qui la prudenza mostrata dalla FIGC, che di fatto congela ogni decisione immediata.
La posizione del Napoli
Per il Napoli, la situazione resta invariata. Il club è attualmente bloccato dall’indice di liquidità, che supera il tetto dello 0,8 previsto dalle norme vigenti. Un limite che, secondo la società azzurra, non riflette la reale solidità finanziaria del club, forte di importanti riserve di cassa accumulate negli anni grazie a bilanci in attivo.
Queste risorse, però, non vengono conteggiate ai fini del parametro economico, impedendo al Napoli di effettuare nuovi acquisti senza prima procedere a cessioni. Finché la regola resterà in vigore, il mercato azzurro potrà sbloccarsi solo attraverso uscite, rinviando eventuali rinforzi a un secondo momento o a un cambio normativo condiviso da tutto il sistema.



