
Rinviato a giudizio Nicola Sabatino accusato di estorsione aggravata, rapina e lesioni ai danni di un coetaneo ‘fragile’. Sarà processo per Nicola Sabatino, 39enne di Santa Maria Cpua Vetere accusato di rapina, estorsione e lesioni personali. E’ quanto disposto dal gip Maria Pasqualina Gaudiano del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore Anna Ida Capone. Nicola Sabatino venne tratto in arresto lo scorso novembre dagli uomini della squadra mobile casertana dopo una capillare attività d’indagine. Il 39enne si è reso responsabile di un episodio di violenza avvenuto a luglio, nei pressi dell’Anfiteatro campano. Avrebbe messo in atto un vero e proprio sistema di estorsione nei confronti di un coetaneo, una persona, peraltro, fragile e vulnerabile, costringendolo a versare una somma di denaro con cadenza settimanale. Ben 2000 euro totali. In caso di mancato pagamento, Sabatino non avrebbe esitato a minacciare e ad aggredire fisicamente la vittima, infliggendogli lividi e contusioni.
La situazione si era ulteriormente aggravata quando l’uomo era stato costretto a cedergli beni, come 7 biciclette, che poi sotto forma di “cavallo di ritorno” erano fatte ricomprare alla stessa vittima o rivendute per ottenere un profitto. Azioni che sarebbero state accompagnate anche da altri tipi di violenza come calci e pugni. L’episodio culminante è stato appunto l’accoltellamento avvenuto la mattina del 5 luglio in piazza Adriano, quando, di fronte al rifiuto della vittima di continuare i pagamenti, Sabatino avrebbe reagito in modo violento, ferendola con un coltellino a pochi centimetri dall’arteria femorale che, fortunatamente, non gli causò la morte grazie ai tempestivi soccorsi. La vittima riportò ferite che richiesero cure mediche e diversi giorni di prognosi. All’inizio il ferimento apparve come un ‘giallo’, perché la vittima, una volta ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale ‘Sant’Anna e San Sebastiano’ di Caserta, aveva subito dichiarato al drappello di polizia che era caduto su un chiodo nei pressi della pista di bocce dell’Anfiteatro: versione fornita, evidentemente, per paura di ritorsioni, sia nei suoi confronti sia dei suoi familiari.
Poi disse la verità spiegando che ad aggredirlo con un coltello era stato un suo conoscente. Dettagli poi confluiti in una denuncia presentata dal suo legale, l’avvocato Nicola Garofalo. Dopo il ricovero d’ urgenza a Caserta, con la prognosi per “sanguinamento arterioso di ramo collaterale dell’arteria femorale profonda e in fase attiva”, la vittima – fu trasferito al ‘Cardarelli’ di Napoli. L’aggressore dopo l’accoltellamento si dichiarò estraneo alla vicenda, contattando sui social persone vicine alla famiglia della vittima. Chiuso il cerchio dalla Procura sammaritana dovrà presentarsi in udienza per ripondere di quanto contestatogli la prossima primavera.




