+++ Comunicato stampa Rete No America’s Cup+++

 

“Ieri una delegazioni di cittadini di Bagnoli, accompagnati dai loro avvocati, si è recata in Procura dove è stata ricevuta dal procuratore aggiunto dott. Antonio Riccio, capo dipartimento della V sezione reati ambientali, e dai sostituti procuratori dott. Domenico Luca Musto e dott. Raffaele Barella. Il dott. Paolo Fierro, coordinatore campano di Medicina Democratica ha esposto la grave situazione sanitaria cui sono esposti i cittadini di Bagnoli, aggravata dagli attuali lavori in corso. Il geologo Lamberto Lamberti e l’architetto Mauro Forte hanno rispettivamente esposto, in quanto profondi conoscitori dei luoghi oggetto di intervento, la realtà dell’area già inquinata e la poca chiarezza sull’esecuzione dei lavori in corso, che sembrano non tenere conto in alcun modo né del pregresso inquinamento né delle caratteristiche specifiche dell’area interessata, ignorando tra le altre cose completamente il fatto che lo stesso Quartiere di Bagnoli è di continuo soggetto a scosse bradisismiche.
Il pool dei sostituti procuratori ha assicurato la massima attenzione, in particolare alla salute dei cittadini e al possibile ulteriore danno ambientale.
Gli esponenti della rete presenti hanno espresso fiducia nell’operato del pool e della magistratura.

DATI ARPAC BAGNOLI

Gli sforamenti PM10:
-medie giornaliere
ven 13 (88,8 µg/m³)
lun 16 (55,4 µg/m³)
-picchi orari
giovedì 12 (80 µg/m³ ore 17/18)
ven 13 (236 µg/m³ ore 10)
lun 16 (216 µg/m³ ore 8)

Max consentito giornaliero PM10: 50 µg/m³.
con alcuni valori orari di PM10 (più di 4 volte il max consentito!).
E questi valori sono stati registrati durante una settimana di pioggia, pioggia che abbatte le polveri

Pubblicat inoltre in queste ore i bollettini ARPAC con i dati dalla settimana dal 10 al 16 Febbraio della centralina mobile sita in Città della Scienza, per il monitoraggio dei dati dei lavori per l’America’s Cup.

I nuovi dati che dicono che ogni giorno, compresi sabato e domenica ci sono fasce orarie dove i limiti di PM10 superano tranquillamente la soglia limite dei 50 µg/m³, con picchi che raggiungono valori fino a 236 µg/m³.
La fascia oraria di maggiore esposizione e pericolosità è quella che va dalle 9 alle 17, l’orario dove il cantiere della colmata ha la maggior frequenza di passaggi di tir e movimentazioni di terreni e polveri.

Nonostante la riduzione delle attività lavorative nella fascia oraria serale in due giornate feriali su cinque il livello sforamento di polveri sottili non scende sotto il limite medio giornaliero massimo dei 50 µg/m³.
Le misure di mitigazione già previste ma mai attuate, prime delle mobilitazioni della cittadinanza, in ogni caso non riescono a ridurre l’inquinamento atmosferico, totalmente fuori controllo.
Inoltre, ricordiamolo sempre che il cantiere insiste in area ex industriale non bonificata e la movimentazione di terreni interferisce con gli inquinanti tipici di ex acciaierie, quali idrocarburi, cadmio, amianto, tutte sostanze tossiche e cancerogene.

Con queste evidenze il cantiere andrebbe fermato e ripianificato il cronoprogramma delle lavorazioni nonché ridotta e modificata la natura dei vettori di trasporto.

Giorni fa abbiamo appreso che al garante della sicurezza pubblica cittadina non interessano queste evidenze, crediamo che alla Procura invece possano interessare.

Oggi sono stati pubblicati i nuovi dati della centralina mobile Arpac posizionata nel parcheggio di Città della Scienza.

Le misurazioni effettuate nel periodo 10-16 Febbraio, presentano due superamenti di soglia per particolato PM10 il giorno 13/02 e il giorno 16/02, mentre il giorno 12/02 presenta un valore di 42 µg/m3 prossimo alla soglia limite.
Continuano ad essere sottosoglia i giorni del fine settimana in cui le lavorazioni risultano ridotte.

Anche questa nuova serie di misurazioni, eseguite in un arco temporale in cui abbiamo avuto copiose piogge, i dati della qualità dell’ aria non sono positivi.
Le piogge importanti dei giorni 10/02 ed 11/02 (in cui osserviamo valori PM10 bassi) hanno nei fatti limitato sia le lavorazioni sia la dispersione di particolato nell’ atmosfera, mentre i dati delle giornate successive con condizioni meteo migliori hanno prodotto valori del tutto analoghi alle misurazioni eseguite nelle settimane precedenti.

In tal senso, avendo ormai a disposizione un blocco di misurazioni per la prima metà di Febbraio con ben 7 superamenti di soglia (ed alcuni valori limite), è evidente che le misure di contenimento della dispersione del particolato, annunciate dalla struttura commissariale, al momento non sono sufficienti. Il 50% dei valori misurati è infatti sopra soglia e a questo punto bisogna confidare nelle piogge per garantire livelli di qualità dell’ aria accettabili.

Intanto del piano di monitoraggio ambientale annunciato ancora non vi è traccia, delle centraline per il monitoraggio dell’ aria che avrebbero dovuto sfornare informazioni a tutela della collettività al momento è pervenuta solo la centralina mobile Arpac da cui preleviamo i dati.

Purtroppo non vengono eseguite analisi sul particolato se non per le sostanze previste dal D.Lgs. 155/10. Ad oggi infatti sappiamo che le concentrazioni di particolato sono elevate, non sappiamo questo particolato cosa sta “trasportando” , dato fondamentale per un sito nel quale si stanno eseguendo attività di cantiere su sito contaminato.

Fortunatamente però il Sindaco non è preoccupato, contrariamente ai cittadini del territorio”