
Depositata la perizia del consulente informatico della Procura. Oltre 25mila conversazioni whatsapp tra i due imputati per l’omicidio della neonata. “Le chat tra i coniugi erano molto frequenti, si scambiavano anche messaggi all’interno della stessa abitazione. Ho analizzato oltre 85mila occorrenze considerando chiamate, messaggi, whatsapp, messaggi di testo, immagini, video e più di 25mila singole conversazioni whatsapp”. Sono le dichiarazioni rese dal consulente informatico Antonio Molinari nel processo a carico di Emanuele Savino e Anna Gammella, di Santa Maria a Vico, genitori della piccola Aurora, trovata morta in culla nel loro appartamento a Santa Maria a Vico il 2 settembre 2023. Dinanzi alla Corte d’Assise presieduta da Marcella Suna, il perito ha spiegato, “ho effettuato una perizia sui telefoni cellulari, entrambi marca Samsung in uso a Savino e Gammella e l’analisi riguardava sia i dispositivi al momento della morte della piccola sia il giorno dell’arresto. Ho effettuato la ricostruzione delle chat tra Savino e Gammella nell’arco temporale dalla nascita della bambina (14 luglio 2023) alla sua morte ( 2 settembre 2023). Dall’analisi è emerso che dal cellulare di Savino le conversazioni estratte erano dal 14 luglio 2023 invece della Gammella dal 19 luglio 2023. Le aveva cancellate a seguito di un ‘passaggio’ dei carabinieri”.
E’ stato posi escusso il brigadiere Antonio Grasso in servizio alla stazione carabinieri di Santa Maria a Vico che ha svolto l’esame sulle chat dei due imputati ricostruite dal perito informatico, “dall’analisi delle conversazioni tra i due imputati è emersa una situazione familiare compromessa con acquisto giornaliero di stupefacente con richieste di soldi ai familiari camuffate dall’acquisto di medicinali, benzina o pannolini”, ha spiegato il sottufficiale. “La droga veniva acquistata prevalentemente a Brusciano da Savino ma anche dalla Gammella nelle piazze di spaccio locali. I soldi per l’acquisto della droga venivano prelevati da Savino dalla tessera del reddito di cittadinanza. Le conversazioni dal 17 luglio al 1 settembre 2023 hanno come filo conduttore continuo gli stupefacenti e le richieste di denaro per il loro acquisto”, ha chiarito il militare. “Nella conversazione del 15 luglio 2023 Gammella aveva partorito il giorno prima e Savino chiede alla moglie di contattare il padre per fargli prestare la macchina per andare ad acquistare la droga con la scusa di andare ad acquistare le vitamine per lei. Poi Savino risolve da solo perchè contatta lui il padre che gli presta l’auto. Il giorno 16 luglio 2023 Savino chiede alla moglie di rubare dalla borsa della madre di lei 20 euro mentre è in ospedale a farle visita e lei gli risponde che non può perchè la madre tiene sempre con sè la borsa”, spiega.

“Savino, assuntore di sostanze stupefacenti, utilizzava i soldi necessari per il fabbisogno della famiglia per l’acquisto di sostanze stupefacenti e coinvolgeva anche la moglie nel reperire le dosi come ad esempio in una occasione dove la moglie di rientro dall’ospedale lasciò la bambina da sola a casa per recarsi in una piazza di spaccio locale. La moglie temeva che il marito portasse i figli con sè nell’acquisto dello stupefacente”. Non solo droga ma anche i maltrattamenti fino al tragico epilogo della morte di Aurora, “il giorno della nascita di Aurora Gammella chiede al marito di non lasciarla sola e di non picchiare il primogenito salvo poi ravvedersi qualche ora dopo consigliandogli di tirargli qualche schiaffo per farlo addormentare ricevendo dal marito risposta affermativa – spiega il brigadiere – in un’altra occasione quando il marito si trova a lavoro a Genova Gammella gli dice che ha picchiato il figlio. In merito al livido all’occhio di Aurora e gli altri lividi sul corpo della bimba procurati dai fratellini, si preoccupa di non esser vista. In una conversazione si evince che dovevano andare al Centro Commerciale Campania e lei dice al marito: “Ma come usciamo?” la bambina ha un vistoso occhio nero. Misero prima una pomata e poi fecero una ricerca su internet e misero la sugna sull’occhio della bambina ogni 4 ore. Facevano spesso uso di rimedi casalinghi, oltre la sugna preparavano anche un intruglio al prezzemolo da dare alla bimba”.
Emblematico è stato un episodio in cui Anna Gammella esasperata dalle richieste di denaro del marito per la roga e i lividi sul corpo della figlia in una conversazione dice “Ad Aurora me la tengo io, te la lascio buona e me la trovo mongoloide. Non mangia, non ride tu le fai solo del male e se ce li tolgono (i figli)?” e lui per tutta risposta, “ma basta con questa Aurora, ti sei fissata”. Questa conversazione è quella del 31 agosto. Si torna in aula nel mese di marzo per il prosieguo dell’escussione del militare e la testimonianza di un altro ufficiale di pg. I coniugi sono stati arrestati il 14 novembre 2023 dopo che dalle chat dei cellulari sequestrati, insieme ai rilievi dei carabinieri, alle testimonianze e all’autopsia, sono emersi gravi indizi a loro carico. La figlia di 45 giorni era stata trovata morta nella culla con ustioni ed ecchimosi su addome, gambe e piedi. I genitori avevano spiegato le ustioni come un incidente durante il bagnetto, ma le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Stefania Pontillo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno portato all’accusa di maltrattamenti e omicidio. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Carlo Perrotta, Camillo Irace, Alessio Ruoppo per gli imputati; l’avvocato Maria Rosaria Genovese come curatore minorile e l’avvocato Clara Niola dell’associazione Cam Telefono Azzurro.
