
Vi era un’intensa attività musicale dei monasteri femminili napoletani tra Seicento e Settecento; il Conservatorio dello Spirito Santo, istituito nel 1564, svolgeva anche una funzione formativa, con particolare attenzione all’insegnamento del canto e della musica. Alcuni manoscritti indicano espressamente la destinazione dei brani “per le SS.re Monache dello Spirito Santo” e riportano i nomi di alcune esecutrici, tra cui suor Eugenia, suor Camilla Fasano, suor Elena Starace, suor Gioseppa Conti e suor Rosa Mancini. Le musiche presentano una scrittura vocale di notevole impegno tecnico, comparabile per qualità e complessità a quella sviluppata in altre istituzioni musicali italiane del periodo. E’ sulla base di queste considerazioni che composizioni sacre di Gaetano Veneziano (1656-714), scritte tra la fine del Seicento e i primi anni del secolo successivo per le monache del Conservatorio dello Spirito Santo saranno al centro domani (alle 19), nel complesso monumentale e biblioteca dei Girolamini, del concerto inaugurale del progetto “Voci Svelate”, ideato da Antonella Cucciniello direttrice del complesso, Antonio Florio direttore della Cappella Neapolitana, ensemble specializzato nel repertorio napoletano di età moderna, Dinko Fabris musicologo, Elisa Novi Chavarria Università del Molise, Mariavaleria Mininni Università della Basilicata.
Le opere provengono dal Fondo Musicale dei Gerolamini (raccolta AMCO 200), che conserva 19 manoscritti autografi del compositore e il progetto è promosso dalla Fondazione Banco di Napoli e dal Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini nell’ambito del protocollo d’intesa Il “Miglio della memoria”. La direzione è affidata al maestro Florio. “Voci Svelate”, fanno sapere i promotori, “inaugura un programma di iniziative congiunte, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio musicale e archivistico delle due istituzioni coinvolte e del centro storico”. L’iniziativa si inserisce nel quadro del “Miglio della memoria”, rete composta da 18 istituzioni culturali napoletane che operano nell’area dei tre decumani, con l’obiettivo di promuovere in modo coordinato archivi e biblioteche che custodiscono oltre due milioni di volumi e circa 120 chilometri lineari di documentazione. Si aggiunge: “La Fondazione Banco di Napoli, ente di diritto privato senza scopo di lucro, raccoglie l’eredità storica del Banco di Napoli (fondato nel 1539) e sostiene progetti nei settori della cultura, della ricerca e dell’innovazione sociale”.
Cuore identitario della Fondazione è l’Archivio Storico del Banco di Napoli, riconosciuto dall’UNESCO nel programma “Memory of the World”, con oltre 80 chilometri lineari di documenti. Il Complesso dei Girolamini, fondato nel 1586 dai Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri, custodisce uno dei più rilevanti archivi musicali italiani di età moderna (circa 6.500 documenti) ed è tappa centrale dell’itinerario barocco napoletano. Il concerto segna l’avvio di un percorso di ricerca e valorizzazione che proseguirà con ulteriori appuntamenti dedicati al patrimonio musicale conservato presso i Girolamini, arricchito dei documenti conservati nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, e che vede la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, della Fondazione Gianfranco Dioguardi e di Apogeo ETS.




