
L’aggressione a Gennaro Rondinone a due passi della scuola di polizia. Momenti di forte tensione all’esterno del Bar ‘Black Coffee’ di via Largo Ernesto Paone a Caserta, a due passi dalla scuola allievi agenti della polizia di stato, dove Gennaro Rondinone figlio del defunto boss dei Belforte Antonio Rondinone è stato aggredito a colpi di machete. Rondinone si trovava all’esterno del locale commerciale quando è stato assalito da un uomo, dipendente del presidio ospedaliero casertano, armato di machete. Ha sferrato dei fendenti che hanno colpito il figlio del ras alla testa e al collo, prima di essere bloccato dagli altri avventori in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
L’aggressore è stato poi bloccato dagli agenti della squadra volante della questura casertana e portato via. E’ stato interrogato per diverse ore e alla base dell’aggressione sembrano esserci vecchi rancori tra i due. L’accusa a suo carico è per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma. Sono in corso indagini da parte degli inquirenti Gennaro Rondinone è stato poi trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Non è in pericolo di vita. Ha ricevuto una ventina di punti di sutura.
Il nome dei Rondinone è tornato alla ribalta della cronaca nell’ambito delle vicende che hanno portato al commissariamento del Comune di Caserta. Le indagini, partite nel 2021 e culminate con la messa in stato d’accusa di amministratori e dirigenti e con la caduta dell’amministrazione, hanno preso origine da accertamenti per reati di spaccio a carico di Antonio Rondinone, ritenuto vicino al clan Belforte che si sarebbe interessato a una possibile candidatura, a sostegno della coalizione di Marino, del figlio Gennaro, che a giugno 2024 risultava indagato a piede libero nell’inchiesta. In città circolavano voci insistenti di voto di scambio e i carabinieri avviarono verifiche per accertarne l’autenticità.
Secondo la tesi della Procura sammaritana, il futuro vicesindaco Emiliano Casale avrebbe ottenuto voti in cambio della promessa a Gennaro Rondinone di affidamenti di lavori per le scuole comunali. A tale scopo, Rondinone junior avrebbe costituito un’impresa individuale poco prima del voto. Il presunto patto elettorale si sarebbe concretizzato con l’affidamento di lavori alla scuola materna di Santa Barbara. Marzo avrebbe poi indotto gli imprenditori beneficiati ad acquistare materiale edile presso la propria azienda di famiglia, la Edil Marzo (di cui è socio al 50% e amministratore), con un conseguente incremento del fatturato dopo le elezioni.




