

Un’indagine della Procura di Napoli, sezione cybersicurezza, ha portato all’arresto domiciliare di un individuo gravemente indiziato di una serie di attacchi informatici ai danni di diverse filiali bancarie.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato su disposizione del GIP, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura partenopea.
L’indagine
Tutto è partito dalle segnalazioni di alcuni funzionari di banca, insospettiti da un anomalo ronzio proveniente dalle postazioni di lavoro. Da qui la scoperta: dispositivi installati illegalmente per intercettare comunicazioni informatiche.
Le indagini sono state condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica con il supporto del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.
Il metodo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo:
- si introduceva nelle filiali in orari di chiusura
- eludeva i sistemi di allarme
- utilizzava chiavi contraffatte per accedere
Una volta all’interno, individuava server e reti interne, collegando dispositivi “KVM” (Keyboard, Video, Mouse) per:
- intercettare il traffico telematico
- controllare da remoto i sistemi
- carpire credenziali di accesso bancarie
I reati contestati
All’indagato vengono contestati, a vario titolo:
- accesso abusivo a sistema informatico
- violazione di domicilio
- intercettazione illecita
- frode informatica
Le indagini in corso
L’operazione si inserisce nel contrasto ai crimini informatici sempre più sofisticati. Gli inquirenti stanno ora approfondendo eventuali ulteriori episodi e possibili complici.
Si ricorda che la misura cautelare è stata disposta nella fase delle indagini preliminari: l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.




