
Nella sua camera in caserma trovati anche cellulari, soldi e pizzini. Il gip: “Funzionario infedele trae ulteriore guadagno dallo smercio di stupefacenti”. Un assistente capo della polizia penitenziaria, in servizio al carcere di Santa Maria Capua Vetere, è finito agli arresti domiciliari per aver tentato di introdurre droga all’interno della casa di reclusione Francesco Uccella. Ad arrestarlo sono stati i suoi stessi colleghi che hanno notato uno strano rigonfiamento della tasca della divisa. Così, anche per l’atteggiamento circospetto dell’agente – Alessandro Mauro 57enne di Santa Maria a Vico – hanno proceduto alla perquisizione personale rinvenendo 21 involucri contenenti hashish, per un peso complessivo di 47,8 grammi, occultati nei tappi degli evidenziatori che il poliziotto portava con sé. Dai successivi accertamenti, estesi anche alla camera assegnata nella caserma agenti del penitenziario, sono stati rinvenuti anche 7 microtelefoni, ancora imballati e comprensivi di sim e caricabatterie, oltre a pizzini e la somma di 1575 euro suddivise in banconote di vario taglio.
Per Mauro sono scattate le manette ai polsi. Il poliziotto, nel corso dell’interrogatorio, ha riferito che gli evidenziatori gli sarebbero stati consegnati dal padre di un detenuto per consegnarli a un non meglio precisato collega in servizio. L’uomo ha poi aggiunto di non sapere nulla in merito ai dispositivi trovati nella sua stanza. Una versione ritenuta non credibile dal gip Marzia Pellegrino che ha evidenziato come quanto rinvenuto sia indice della “sistematicità di condotte illecite” tenute dal “pubblico funzionario infedele” che evidentemente “trae ulteriori fonti di guadagno dallo smercio di droga all’interno della Casa Circondariale ove presta servizio”. Il giudice ha disposto nei confronti di Mauro la misura degli arresti domiciliari. “L’arresto del poliziotto penitenziario che avrebbe tentato di introdurre hashish nel carcere di Santa Maria Capua Vetere è un fatto gravissimo che contrasta a pieno con i principi di legalità e onestà che ogni giorno guidano il lavoro della totale maggioranza dei nostri agenti, che nei 200 istituti penitenziari del paese portano avanti con sacrificio e abnegazione i principi di legalità”.
Così i sindacalisti della polizia penitenziaria Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente nazionale e segretario regionale dell’Uspp, commentano l’arresto del 57enne. “Gli agenti che si macchiano di questi reati – aggiungono i sindacalisti – vanno intercettati e allontanati immediatamente, perché non solo hanno tradito lo Stato, ma anche la fiducia dei propri colleghi, quindi non sono degni di indossare la nostra uniforme e mettono a repentaglio la sicurezza interna dell’istituto. Per questo vogliamo esprimere il più profondo apprezzamento al comando e a i colleghi di Santa Maria Capua Vetere, che tra mille difficoltà quotidiane assolvono al nobile mandato istituzionale che la legge è la Costituzione ci affida, e riescono con grande sacrificio a mantenere l’ordine e la sicurezza interna dell’istituto”.





