Un secco no alla realizzazione del Cpr da 120 posti a Castel Volturno: è il messaggio che la Chiesa casertana invia al governo dal Centro Fernandes, struttura della Caritas diocesana e cuore dell’accoglienza ai migranti nel comune di oltre 31mila abitanti a circa 40 chilometri da Napoli. Una location scelta – e non è un caso – per la conferenza stampa presieduta dall’arcivescovo di Caserta e Capua Pietro Lagnese per lanciare un appello contro il Centro di permanenza per il rimpatrio. Al suo fianco, a testimonianza dell’unità su questo argomento della Chiesa, monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, presidente della Commissione per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes, e monsignor Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti e responsabile del settore migranti per la Conferenza episcopale Campana. “Castel Volturno non sia identificata come luogo di marginalità, ma sostenuta come laboratorio di convivenza civile. Il territorio attende il riscatto, non strutture come questa”, chiarisce Lagnese. La sua ferma contrarietà al Cpr non lascia indifferente il centrodestra al governo con Giorgia Meloni: il deputato casertano e coordinatore della Lega in Campania Gianpiero Zinzi, spiega di aver “sentito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha confermato la sua piena disponibilità a un incontro con l’arcivescovo per illustrare nel merito un progetto che è a favore del territorio e delle comunità locali”.

L’esponente del Carroccio attacca poi i partiti di sinistra e i centro sociali, che “ancora una volta – afferma – preferiscono fare demagogia e dire ‘no a tutto’, senza offrire una sola soluzione concreta, alimentando paure e tensioni per puro tornaconto politico”. Nel frattempo, la protesta, accesa il giorno stesso dell’annuncio del bando per realizzare la struttura, monta di giorno in giorno e si allarga dalla Chiesa alle associazioni, dai partiti del centrosinistra al governatore campano Roberto Fico. Tutti concordi contro una decisione che investe un territorio già caratterizzato da una profonda pressione migratoria, considerata la presenza da almeno 30 anni
a Castel Volturno di migliaia di immigrati non regolari, ormai giunti alla seconda-terza generazione. L’arcivescovo Lagnese legge l’appello e avverte: “Nei Cpr viene rinchiusa l’umanità e la dignità delle persone”. Non solo. “Riteniamo ancora più grave che si voglia realizzare uno di questi luoghi in un territorio come quello di Castel Volturno che attende un riscatto sociale da molti decenni. Qui – spiega l’alto prelato – si sperimentano quotidianamente pratiche di integrazione e convivenza, grazie al lavoro di cittadini, enti locali, Caritas e parrocchie, associazioni e realtà del terzo settore. L’insediamento di un Cpr rischia di compromettere questo percorso, rafforzando narrazioni negative e stigmatizzanti che il territorio cerca da tempo di superare”.

“Ascoltiamo sempre con molto rispetto le parole dell’arcivescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa in merito alla realizzazione del Cpr di Castel Volturno. Con la Chiesa, che ha a cuore gli ultimi e le comunità, il confronto è sempre aperto e anzi necessario. Per questo, poco fa, ho sentito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha confermato la sua piena disponibilità a un incontro con l’arcivescovo Lagnese, per illustrare nel merito un progetto che è a favore del territorio e delle comunità locali”. Lo afferma il deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania Gianpiero Zinzi. “Totalmente diverso – prosegue l’esponente del Carroccio – è l’atteggiamento della sinistra e dei centri sociali che in queste ore stanno cavalcando la protesta: ancora una volta preferiscono fare demagogia e dire ‘no a tutto’, senza offrire una sola soluzione concreta, alimentando paure e tensioni per puro tornaconto politico. È la solita linea ideologica: bloccare ogni intervento dello Stato e lasciare i territori soli ad affrontare problemi reali. Noi scegliamo un’altra strada, quella della responsabilità. Il Cpr di Castel Volturno non è uno slogan, ma uno strumento previsto dalla legge per rendere effettivi i provvedimenti di espulsione.

I numeri vanno letti con serietà: i Cpr non risolvono da soli il fenomeno migratorio, ma senza Cpr i rimpatri diventano di fatto impossibili. Questa è la realtà, il resto è propaganda. È altrettanto importante chiarire che il Cpr non riguarda chi viene in Italia per lavorare e integrarsi, ma esclusivamente persone prive di titolo a restare sul territorio nazionale, con priorità per i soggetti più problematici e con precedenti. Giova ricordare – sottolinea Zinzi – che i Cpr sono strutture ‘chiuse’ e non hanno alcun impatto sul territorio, come invece possono avere i Cas”. “A tal proposito – spiega – il Governo prevede di compensare le aree territoriali che ospitano un Cpr prevedendo contestualmente di alleggerire la presenza di migranti nei Cas. Sempre sui Cpr, va detto che il soggetto trattenuto può uscirne in qualsiasi momento se accetta il rimpatrio, un provvedimento che è stato previsto in virtù della disposizione di un giudice. Sono dati di fatto che vengono sistematicamente nascosti nel dibattito politico per confondere l’opinione pubblica. Confondere i piani, come fa la sinistra, significa ingannare i cittadini”.

“C’è poi – continua il deputo – un tema che per noi è centrale: la sicurezza. La Lega sta dalla parte dei cittadini, delle famiglie, di chi ogni giorno vive territori difficili come Castel Volturno e chiede più presenza dello Stato. Non possiamo accettare che intere comunità vengano lasciate senza strumenti adeguati per garantire legalità e convivenza civile”. “Questa opera – prosegue Zinzi – rappresenta anche una risposta concreta per il territorio: porterà investimenti, lavoro e una presenza più forte dello Stato, contribuendo a restituire fiducia a un’area che per troppo tempo è stata abbandonata. L’iter per la realizzazione del Cpr si è sviluppato nel rispetto delle procedure e con il coinvolgimento delle istituzioni competenti. E proprio per questo il Governo è aperto al confronto con tutti, a partire dalla Chiesa, per garantire trasparenza e pieno rispetto della dignità delle persone. Ma una cosa deve essere chiara: la sicurezza dei cittadini non è negoziabile. Noi – conclude il parlamentare casertano – continueremo a difenderla, senza ambiguità e senza cedere a chi vuole trasformare ogni scelta in uno scontro ideologico sulla pelle dei cittadini”.