Una nuova mappa del rischio, tre scenari operativi e procedure precise per assistere ed eventualmente evacuare la popolazione. È il contenuto del nuovo Piano speditivo di emergenza per il bradisismo nei Campi Flegrei, previsto dal decreto-legge 140 del 2023 e realizzato dal Dipartimento della Protezione Civile insieme a Regione Campania, Prefettura di Napoli e Comuni coinvolti.
L’obiettivo è definire in anticipo le strategie da adottare in caso di aggravamento della crisi bradisismica nell’area flegrea.
Le due aree di rischio
Il piano individua due macro-zone sulla base delle analisi scientifiche effettuate da Ingv-Osservatorio Vesuviano, Cnr-Irea e Plinivs.
La prima è la Zona di Intervento Generale, che comprende le aree dove dal 2015 il suolo si è sollevato di almeno 10 centimetri e dove si sono verificati terremoti di magnitudo superiore a 2. Coinvolge circa 85mila residenti e oltre 15mila edifici tra Pozzuoli, Bacoli e i quartieri napoletani di Bagnoli, Soccavo, Pianura e Posillipo.
La seconda è la Zona di Intervento Ristretta, definita anche “zona viola”, considerata quella a maggiore rischio in caso di intensificazione del fenomeno. Qui il sollevamento del suolo ha superato i 30 centimetri dal 2015.
In questa fascia ricadono soprattutto Pozzuoli e Bagnoli, con oltre 33mila residenti e quasi 7mila edifici residenziali interessati.
Tre scenari di emergenza
Il documento prevede tre diversi scenari operativi, calibrati in base all’evoluzione del fenomeno bradisismico.
Le misure potranno andare dall’assistenza logistica alla popolazione fino all’eventuale evacuazione controllata delle abitazioni nelle aree più esposte.
La catena di comando
In caso di emergenza verranno attivati tre livelli di coordinamento:
- i Centri Operativi Comunali nei Comuni coinvolti;
- il Centro Coordinamento Soccorsi presso la Prefettura di Napoli;
- la Direzione nazionale di Comando e Controllo della Protezione Civile in caso di scenario più grave.
Previsti test di evacuazione
Protezione Civile e Regione Campania hanno annunciato esercitazioni periodiche per testare la risposta del sistema di emergenza.
Particolare attenzione sarà dedicata alle persone con disabilità e alle fasce fragili della popolazione, con percorsi di evacuazione e assistenza specifici.













