Sequestrati bene per due milioni di euro nell’operazione della Dia di Napoli. Sono duecento gli uomini impiegati stanotte per l’operazione della Direzione investigativa antimafia di Napoli (coordinata dal capo centro Antono Galante) che ha consentito di sgominare una organizzazione criminale riconducibile alla fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi. Obiettivo del blitz è stata l’attività di riciclaggio e autoriciclaggio dei soldi delle attività illecite attraverso almeno 14 aziende finite sotto sequestro. Il valore dei beni a cui sono stati apposti i sigilli si aggira sui due milioni di euro. “E’ stata documentata tutta la gamma dei tipici reati delle organizzazioni criminali – ha spiegato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa – e riteniamo che il livello probatorio raccolto sia altissimo”. La mafia casalese, è emerso dall’inchiesta, indirizzava il flusso del denaro “sporco” nel settore del turismo, ricreativo e ristorazione, nella provincia di Caserta, tra Aversa, Castel Volturno e Casal di Principe, e anche, in un caso, nel Napoletano. Individuati due livelli di crimine: quello tradizionale, con le estorsioni che si avvalevano anche di squadre di pestaggio, e quello economico, “da sempre, per il clan dei casalesi, un settore privilegiato”, ha chiarito il procuratore aggiunto Michele Del Prete. “Quella di Castel Volturno – ha aggiunto – è un’area molto calda, che presenta una varietà di soggetti che cercano di accappararsi il territorio, anche da Napoli”.

Tra i beni sequestrati anche gelaterie, bar in cui si potevano fare anche le scommesse, stabilimenti balneari tra Castel Volturno e Pineta Grande, orologi e anche, in un caso, 100mila euro in contanti. “Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi dell’ordinanza e i sequestri operati stanotte sono stati importanti”, ha sottolineato il capo centro della Dia Antonio Galante.  Avevano messo in piedi un giro d’affari milionario grazie ai soldi frutto dello spaccio di sostanze stupefacenti: è quanto ha scoperto la Dia di Napoli che, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Michele De Prete), ha sgominato un’associazione a delinquere riconducibile al clan dei casalesi. Il gip ha emesso 22 misure cautelari, undici delle quali in carcere. Uno dei provvedimenti riguarda un insospettabile. Sono 16 le aziende coinvolte nel business del riciclaggio e dell’autoriciclaggio. La Dia ha eseguito anche numerosi sequestri di auto di lusso, conti correnti e somme di denaro in contanti.