Articolo di Angela Esposito – C’è un momento preciso in cui la precisione della lente dello scienziato si fonde con la libertà del pennello dell’artista. Per Ernst Haeckel (1834–1919), uno dei naturalisti più influenti, visionari e discussi dell’Ottocento, quel momento coincise con l’incontro folgorante con il Mediterraneo.

A celebrare questo eccezionale punto di intersezione tra indagine biologica e fascino estetico è la Fondazione Serena Messanelli Zweig (SMZ) con il progetto multidisciplinare “Haeckel e Capri. Forme artistiche del mare”. La mostra, curata da Bruno Flavio con la direzione scientifica di Manuela Schiano e il progetto espositivo di Massimo Esposito, inaugurerà venerdì 22 maggio alle ore 18:30 nella sede di Via Mons. Carlo Serena 5 a Capri, dove resterà aperta al pubblico fino al 16 giugno.

Il viaggio del 1859 e le radici di una visione

Il percorso espositivo si snoda attorno a due coordinate temporali ed emotive distanti quarant’anni, ma strettamente connesse tra loro. La prima risale all’estate del 1859, quando un Haeckel appena venticinquenne sbarcò a Capri. Non era ancora il celebre paladino del darwinismo in Europa, ma un giovane medico e naturalista catturato dalla sfolgorante bellezza dell’isola, a cui dedicò una serie di acquerelli e lettere cariche di stupore. La seconda coordinata si fissa tra il 1899 e il 1904 con la pubblicazione dei fascicoli delle Kunstformen der Natur (Le forme artistiche della natura), l’opera monumentale le cui tavole zoologiche avrebbero ridefinito l’estetica dell’Art Nouveau europea.

Per tutta la vita, Haeckel continuò a guardare a Capri non solo come a un ricordo di gioventù, ma come a un vero e proprio laboratorio naturale e a una fonte inesauribile di meraviglia che segnò profondamente il suo immaginario scientifico e umano.

Il percorso espositivo: tra teche storiche e dialoghi evolutivi

Il cuore pulsante e simbolico della mostra abita la sala principale, dove i visitatori possono ammirare, integra e protetta in una teca, la prima e unica edizione italiana delle Kunstformen der Natur datata 1901. Alle pareti, una selezione delle cinquanta tavole originali avvolge lo spettatore in una danza di meduse, radiolari, coralli e sifonofori, creature marine che sembrano sculture geometriche sospese nel tempo.

La mostra si articola poi attraverso sezioni tematiche di grande spessore documentario. Nella sezione dedicata all’evoluzione, la prima edizione del 1868 di The Variation of Animals and Plants under Domestication di Charles Darwin viene messa a confronto con la Natürliche Schöpfungsgeschichte del 1878 dello stesso Haeckel, testimoniando un dialogo intellettuale che ha ridisegnato il rapporto tra l’uomo e la natura.

Subito dopo, l’attenzione si sposta sull’impatto della scienza nel design e nell’Art Nouveau. In questa sezione spiccano le Esquisses Décoratives di René Binet, un portfolio di tavole ornamentali derivate direttamente dai microrganismi marini studiati da Haeckel, affiancate dalle riproduzioni della celebre Porte Monumentale creata dallo stesso Binet per l’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Infine, un focus storico ricostruisce il complesso rapporto tra Haeckel e Anton Dohrn, fondatore della Stazione Zoologica di Napoli. Questa relazione, nata a Jena e nutrita da una fitta corrispondenza, si trasformò nel tempo in una profonda divergenza scientifica sulle teorie evolutive e sull’origine dei vertebrati, offrendo uno spaccato emblematico della biologia europea dell’epoca.

L’Isola negli occhi del giovane naturalista

Nella suggestiva sala circolare, un nucleo a sé stante della mostra raccoglie, in riproduzione dall’Ernst-Haeckel-Haus di Jena, venti acquerelli capresi datati tra il luglio e l’agosto del 1859. I disegni dei Faraglioni, del Castello di Barbarossa, della Grotta di Mitromania e dell’Arco Naturale prendono vita accanto agli estratti delle sue lettere di viaggio, restituendoci lo sguardo intimo dello scienziato-artista sul paesaggio isolano.

Il ponte con il contemporaneo e il legame con il territorio

Il progetto non si limita alla memoria d’archivio, ma attiva un cortocircuito virtuoso con l’arte contemporanea. Le forme bidimensionali illustrate da Haeckel trovano infatti una spettacolare traduzione plastica nelle opere dell’artista Gianluca Federico. Le sue sculture marine in bronzo e le fluttuanti meduse in vetro dialogano direttamente con i reperti ottocenteschi, dimostrando come la fascinazione per la simmetria della vita sottomarina sia tuttora vibrante e feconda.

L’evento, che gode del patrocinio dei Comuni di Capri e Anacapri, della Regione Campania e della Città Metropolitana di Napoli, vanta collaborazioni scientifiche internazionali di altissimo profilo, tra cui il Porto Turistico di Capri, l’Ernst-Haeckel-Haus di Jena e la Fondazione Anton Dohrn di Napoli. Fisicamente radicata nel territorio, l’iniziativa prevede un ricco calendario di eventi collaterali, conferenze e visite guidate dedicate alle scuole dell’isola. Con questa mostra, la Fondazione Serena Messanelli Zweig conferma la propria missione istituzionale, volta a trasformare la memoria storica e scientifica del Mediterraneo in un patrimonio vivo, accessibile e in costante dialogo con la contemporaneità.