Formula 1: riparte il circus. Presentata la prima monoposto

Poco più di un mese all’inizio ufficiale della prossima stagione di Formula 1

Solo 6 Domeniche da attendere e poi, i semafori rossi torneranno a spegnersi. Il prossimo 25 Marzo è fissata la data del classico appuntamento d’apertura della stagione automobilistica: il GP d’Australia. Ieri, il primo evento ufficiale: la presentazione della prima monoposto. Il team statunitense della Haas ha infatti svelato online la propria vettura. Le attenzioni si sono subito concentrate sulle novità che caratterizzeranno questa stagione, ma anche su alcuni elementi di continuità. Analizziamo nello specifico il tutto.

L’ “HALO” 

Da un punto di vista estetico la novità più rilevante è sicuramente l’ “Halo“. L’ “Halo” è un sistema di protezione costruito per evitare colpi alla testa del pilota. Quest’ultimo permettere di proteggere il conducente da dinamiche come quella del ribaltamento o di impatto con corpi contundenti. Il sistema è costituito da due staffe in titanio che partono dai due lati dell’ abitacolo e si uniscono in unico punto sul muso anteriore. Inizialmente il peso previsto era di 7 kg, portati a 14 per renderlo maggiormente resistente agli urti.

ASSENZA DELLA “T-WING” E DELLA “SHARK FIN”

 

Altre novità di rilievo sono le assenze della “t-wing” e della “shark fin“.  Questi ultimi elementi hanno caratterizzato il retrotreno delle vetture dell’ultima annata di Formula 1. Scompariranno nel 2018. Tali soluzioni aerodinamiche erano costituite da una lunga pinna posta sul cofano motore a cui si agganciava un piccola antenna con forma a T. L’intero sistema era costruito per garantire una gestione più pulita dei flussi d’aria convogliati sulla parte posteriore della macchina. Saranno sostituiti da soluzioni meno vistose. Le nuove scocche di rivestimento del propulsore saranno infatti più snelle e senza appendici.

CONTINUA L’ERA DELL’IBRIDO

Nessuna novità invece per quanto riguarda i motori. Anche quest’anno, accanto al motore termico, V6, 1600 di cilindrata, turbo, saranno affiancati due motori ibridi. Uno dei due recupererà energia dalla frenata (MGU-K) mentre l’altro assorbirà l’energia generata dalle alte temperature del turbocompressore e dell’albero motore (MGU-H). Un sistema di propulsione volto alla riduzione di emissioni e consumi, con l’intento di sviluppare motori di tale tipologia anche per automobili stradali.

 

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