I giocatori del Napoli sotto la curva

Napoli: perché rendere opinabile la matematica?

di Pasquale Diana

Napoli. Le materie umanistiche si aggiornano di continuo nell’era del linguaggio social e degli inglesismi. La scienza si evolve alla velocità della luce, il diritto muta i suoi principi e i suoi articoli, la storia è un susseguirsi di eventi. Tutto cambia e si trasforma, ma un punto fermo resiste nel sistema scolastico e sociale. Quella frase impressa nella mente di ogni studente, dall’asilo all’università ed anche oltre: la matematica non è un’opinione.

LA SITUAZIONE DEL NAPOLI

Un punto solo di distacco, per i più scettici quattro a dire il vero. Si dà per ovvio che il recupero con la compagine bergamasca sia una sciagurata commedia teatrale dall’esito scontato.
Vittime di un insano pregiudizio, la fede e la scaramanzia partenopea si eclissano dinanzi ad un leopardiano negativismo, infettati da veleno mediatico e televisivo anestetizzante. Ma non letale.

Chi si aspettava una serie di vittorie senza freni fino alla fine, è fortunatamente rientrato sul pianeta terra, riassaporando l’amaro boccone della realtà. Il ciuccio è forte ma per natura non vola. Una squadra che viaggia con una media punti straordinaria, 10 in più rispetto allo scorso anno e che malauguratamente si trova di fronte l’armata juventina che non molla ed ha approfittato del doppio passo falso superando gli azzurri in testa alla classifica.

GIOCHI FINITI?

Sarebbe un pensiero irrispettoso verso l’impegno che squadra e mister hanno dimostrato oggettivamente, una mancanza di rispetto verso chi ancora ci crede tra i tifosi ed una mostruosa offesa al cospetto della matematica, con trenta punti ancora a disposizione. Un elemento chiave da non sottovalutare: “non si possono vincere tutte“. È un fattore che ha scoperto tristemente il Napoli e che vale anche per l’alter ego bianconero, considerando il fatto che a manforte della teoria c’è anche lo scontro diretto di Torino ancora in bilico, oltre ad altre importanti dispute con squadre come Milan, Inter e Roma da monitorare con attenzione.

CONTINUARE A SPERARE

I numeri e la matematica quindi, base da cui ripartire ed anche spunti per analizzare: tanti, troppi i numeri sul tabellino contro la Roma. Quel quattro sul lato destro del risultato ha palesemente cambiato qualcosina nei meccanismi degli uomini di Sarri. Quella pseudo sicurezza acquisita nel gioco e nella mentalità, smontata da una serie di errori individuali che hanno dato uno scossone all’ambiente non di certo positivo. Ci si è rialzati alla grande però, non era facile ritrovare energie mentali dopo una sconfitta pesante in casa. Ci si è rialzati compatti e decisi, pubblico compreso, ma i numeri questa volta nella gara contro l’Inter sono stati contrastanti nel senso opposto. Pochi, anzi il nulla a dir il vero, quello zero reti che smuove troppo leggermente la classifica e che purtroppo è l’unico neo in una serata di buon calcio e buona tenuta del campo. Tanto gioco e poche occasioni, zero gol alla fine di un match difficile e quindi il via alla solita storiella all’italiana, con lo scudetto già cucito sul petto bianconero dai media e con l’attacco al mister travisandone la simpatia al microfono.

IL GRAN FINALE TRA NAPOLI E JUVENTUS

Gli avvoltoi sono pronti a rubacchiare sprazzi di carne su una carcassa immaginaria. Ma qui nessuno è morto, anzi a dire il vero stiamo entrando nella fase più viva e intensa del campionato, quella da godere e assaporare come da sempre menzionato agli albori, domenica dopo domenica, in una sfida fino all’ultimo colpo ancora a suon di numeri. Novanta minuti per dieci partite fino alla fine, scontro diretto compreso. Due rose a confronto, una con meno petali ma più profumata, l’altra piena e corposa ma meno bella. Numeri ma anche il destino, la fortuna e la bravura a decidere per loro ora che la primavera le vedrà fiorire al meglio.
Questo è quanto dice la natura e la scienza, voi intanto non mettete in dubbio la matematica.

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