Napoli si piega ma non si spezza

Io faccio fede su molte cose, gli affetti più cari, la famiglia, gli amici, e tra queste c’è l’appartenenza alla mia terra. Un orgoglio sincero e genuino, un sentimento che tutti dovrebbero provare per la propria. Napoli è la città dove nulla si trasforma ma tutto si crea e si distrugge. Napoli è forma e dimensione, originalità, è un canto libero, è il luogo dove quotidianamente si festeggia la sconfitta della banalità e delle convinzioni. Siamo inestirpabili, radicati in una terra che ha 2500 anni di storia, arte e cultura. Conquistata da molteplici etnie ma in possesso di nessuno se non del proprio popolo.  L’infinità consapevolezza di non essere mai stati plasmati da nessuno. Mai schiavi, né tantomeno succubi di un destino già scritto e definito.

L’ERA DEGLI HATERS

Ebbene, per quanto su scritto, e per quanto valore ne traggo, mi rifiuto categoricamente di definire vittima questo popolo. C’è chi ostenta lagnanze, critiche, chi guarda l’erba sempre più verde del proprio vicino. Il tormentone CR7 alla Juventus è la nuova linfa energetica degli haters da tastiera. La nuova tendenza per destabilizzare un ambiente già segnato da un finale della scorsa stagione quantomeno discutibile. Io sogno (o perlomeno mi auguro) l’approdo di Ronaldo alla Juventus come l’arrivo di una sospirata giustizia. Come dire: infinita qualità ad una squadra già completa in cambio di un’equo giudizio per la Serie A. Il parametro mancante che solo la venuta di un fuoriclasse potrebbe riportare. Forse è la mia ingenuità a prevalere ma un napoletano che si definisca tale non si piange addosso, si scorcia le maniche e guarda avanti. Il napoletano che si definisca tale attende il suo momento propizio. Quello giusto. Per sfoderare l’asso nella manica e imporre il suo gioco. Napoli non è sinonimo di invidia, bensì di dignità e di amor proprio. Del valorizzare se stessi per indossare una volta per tutte gli abiti del buon senso. Napoli non parte mai sconfitta, non lo ha mai fatto e non comincerà di certo adesso. Napoli è sfida, è rivoluzione, Napoli si piega ma non si spezza. E noi dovremmo redimere l’avvento del nuovo condottiero solo per l’arrivo di Cristiano Ronaldo? Meditiamo.

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