Il Napoli riattacca la spina. Gli statisti a quando?

Può capitare che le partite di calcio siano espedienti per eccellenza. Espressioni e umori che manifestano, o confermano, intolleranze e preconcetti. Situazioni che, forse, sono state giudicate troppo frettolosamente e che ci hanno impedito di razionalizzare. Quella di ieri sera è stata forse una lezione per i tanti, ma fortunatamente non per tutti. Ci ha insegnato che il calcio è uno sport dalle mille sfaccettature, e che non sempre 26 tiri verso la porta ti consentono di segnare vincere la partita. Che una prestazione eccezionale non ti garantisce la facile vittoria. Anzi, tutt’altro. Quella che sentenzia un avversario al quale riesce molto meglio gestire la gara, ma che alla fine puoi ribaltare e farla tua con furbizia e cinismo, rifilando 5 gol al malcapitato ospite. Ci ha insegnato che siamo entrati in una dimensione del tutto nuova, quella delle 13 formazioni diverse, della fiducia incondizionata verso questa rosa da parte del suo allenatore. Ma anche dell’imprescindibile presenza di due campioni come Koulibaly e Insigne, capaci di infondere il giusto equilibrio all’intero gruppo. Ma soprattutto ci ha insegnato che la proverbiale saccenza di chi narra sull’assenteismo del popolo azzurro è quantomeno discutibile Quelli che rispondono in 30.000 ad un venerdì uggioso non hanno bisogno degli incauti rimproveri sulla mancata passionalità. Chi sostiene, supporta e canta da una vita intera non ha bisogno dell’accusa di chi si erige come fautore della verità assoluta. Sinceramente siamo stanchi di leggere del disfattismo degli statisti a mezzo stampo. Le malinconie ce le siamo lasciate alle spalle ad inizio stagione, di rinvangare scenari già visti e già vissuti ne abbiamo abbastanza. Non siamo noi tifosi che dobbiamo andare avanti, siete voi media che dovete farvene una ragione. Il passato sarriano, le diatribe con De Laurentiis, il Comune e chissà quant’altro li lasciamo agli stolti e ai provocatori. Nel giorno in cui Dries Mertens balla la samba, porta a casa l’ennesimo pallone e sale nell’Olimpo dei marcatori azzurri di tutti i tempi, scegliamo di salire di livello, andare al piano superiore. Se ci volete basta bussare.

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