Qualificazioni Euro 2020, Liechtenstein-Italia: 0-5. Nona vittoria consecutiva per gli azzurri

Continua il cammino spedito dell’Italia di Roberto Mancini verso l’Europeo 2020. Al Rheinpark Stadion, gli azzurri battono 5-0 il Liechtenstein. 
Per quanto concerne le formazioni, Mancini conferma il suo 4-3-3 ma con tantissime modifiche rispetto alla vittoria dell’Olimpico contro la Grecia: Sirigu tra i pali; difesa a quattro composta da Di Lorenzo, Mancini, Romagnoli e Biraghi. A centrocampo, confermato Verratti, coadiuvato da Cristante e Zaniolo, mentre in attacco spazio al “Gallo”Belotti, sostenuto ai lati da Bernardeschi e Grifo. Per quanto riguarda il Liechtenstein, il tecnico Kolvidsson conferma il suo 4-5-1 con Gubser unica punta.

Avvio ottimo degli azzurri, che al terzo minuto passano subito in vantaggio con la grandissima azione rifinita da Belotti e Biraghi, che viene conclusa da Federico Bernardeschi, che firma l’1-0 per l’undici di Roberto Mancini. Nonostante la rete dell’esterno bianconero( secondo di fila dopo la rete contro la Grecia), il Liechtenstein va vicinissimo al pareggio con Salanovic, stoppato da due super interventi di Sirigu che blinda il vantaggio azzurro.

Nella ripresa, gli azzurri dettano legge e vanno vicino al 2-0 con Belotti che dopo un grande controllo di tacco, calcia a lato. Il gol azzurro è però nell’aria ed arriva al 70′ minuto proprio con il “Gallo” che sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Bernardeschi, stacca di testa e batte Buchel.

Dopo la rete del bomber del Torino, gli azzurri si scatenano e nel giro di 5 minuti calano altre due reti: prima con Romagnoli che su grande assist di Verratti firma di testa il 3-0, e successivamente con El Sharaawy(subentrato per Grifo) che su invito di Cristante, cala il poker. Nel finale, la formazione azzurra trova la quinta rete ancora con Belotti: grande stacco di testa del “Gallo”( su assist di un ottimo Di Lorenzo)che firma la sua personale doppietta e sigilla la nona vittoria consecutiva per l’undici di Mancini, che eguaglia il record di Vittorio Pozzo del 1938.

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