Hunga Tonga

Eruzione vulcano Tonga, incertezza sui danni e sugli effetti sul clima mondiale

Sappiamo ancora poco dell’eruzione del vulcano Hunga Tonga dello scorso 15 gennaio. Quel che sappiamo di certo è che l’isola che mostrava la parte terminale di questo vulcano sottomarino è praticamente scomparsa.

Il bilancio delle vittime in seguito allo tsunami è ignoto. Al momento sono due le vittime accertate, due donne sulle coste del Perù. Questo già rende l’idea di come questa eruzioni rappresenti un problema globale. L’isola principale dell’arcipelago di Tonga è totalmente isolata, senza linea telefonica ed elettricità. A causa della cenere presenta in atmosfera gli aerei non si possono avvicinare. Quindi non si conosce la reale situazione nelle aree immediatamente prossime al vulcano.

Sull’articolo pubblicato dall’INGV si legge – ma la storia di questa eruzione è solo cominciata. Presto iniziano a diffondersi animazioni di immagini satellitari che mostrano lo sviluppo dell’impressionante nube eruttiva, larga alcune centinaia di chilometri e alta circa 30 km. Nella nube eruttiva si scatena una tempesta elettrica senza precedenti, con 5000-6000 fulmini al minuto. Ancora più straordinarie, però, sono le onde di shock, onde di pressione atmosferica, che si allontanano radialmente ad alta velocità (più di 1000 km/h) dal vulcano, e che proseguono visibilmente al di sopra dell’Oceano Pacifico raggiungendo e superando il Sud America. Nelle ore successive, strumenti su tutto il pianeta registreranno le variazioni barometriche causate dal passaggio di queste onde.

Il suono delle esplosioni non viene solo percepito nelle isole più vicine, ma nettamente anche in Nuova Zelanda, a distanze fra 1600 e 2000 km, e diverse ore dopo persino in Alaska, a più di 9300 km di distanza! Ciò supera di gran lunga la distanza alla quale si sono sentite le famose detonazioni del Krakatau nel 1883 (circa 4000 km), finora considerate il “suono più forte mai udito”.

L’eruzione potrebbe essere una VEI 6 ( in una scala di 8) ovvero krakatoiana. Parliamo di un fenomeno colossale, con una colonna alta oltre 20km con oltre 10km cubi di materiale. In parole povere più forte delle più famose eruzioni del Vesuvio. Per confermare questi dati ci vorranno analisi approfondite. In via preliminare sarebbero modeste le quantità di SO2, anidride solforosa, emessa durante l’eruzione che ha raggiunto la stratosfera. Questo potrebbe influenzare il clima a livello globale con un abbassamento delle temperature.

L’ultima eruzione che ha avuto un impatto sul clima è stata quella del Pinatubo nel 1991. Nel caso del Hunga Tonga le emissioni di SO2 dovrebbero essere di circa 40 volte inferiori.

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