“Il sapore del Gourmet stellato, tra luxury food e solidarity“

di Biagio Fusco – Da Colombaro di Corte Franca, nel bresciano, arrivano i verdetti che svelano le nuove stelle Michelin, in parte riscrivendo la “ carta costituzionale “ della buona tavola italiana. L’8 novembre scorso, infatti, presso la incantevole location lombarda del Relais Franciacorta si è tenuto l’evento tanto atteso dagli appassionati dell’arte culinaria, che prende il nome di “ Michelin Star Revelation 2023 ”, il quale tra conferme (ritenute scontate) e novità (soltanto pronosticate) ha incoronato i primi della classe nel fine dining del Bel Paese, in un’atmosfera intrisa di magico appeal, in grado di proiettare l’Italia intera, forse cogliendo un’occasione propizia per farla sentire veramente unita in tutte le sue regioni, verso un viaggio multisensoriale che contempla profumi e colori, ammalia la vista e delizia il palato.

E così la Guida si arricchisce di nuovi pretendenti che aspirano ad occupare un posto al sole nella elite della ristorazione nostrana, che in questo modo accresce senza dubbio il suo primato di eccellenza mondiale in quel settore ristretto ed esclusivo che è il luxury food. Ma arriviamo ai premiati ed alla nuova geografia della gastronomia tricolore ! In totale le new entry salgono a 38, dal momento che compare nella check list 2023 un nuovo ristorante tristellato insieme a 4 due stelle e 33 mono macarons.

Degne di adeguato risalto sono le 4 nuove stelle che vengono assegnate alla città di Palermo, che soltanto l’anno scorso riusciva a fare il suo ingresso in Guida grazie al “ Gagini Restaurant ”. Se è vero che le sorprese non sono mancate, allora è altrettanto vero che si è creato anche lo spazio dedicato alla solidarietà, un “ piatto ricco ” nella cui realizzazione il nostro Paese si è sempre distinto con ammirevole generosità, tra l’altro riconosciuta a livello internazionale.

Esiste una lunga serie di ristoranti che ha inserito nel proprio menu una “ pietanza solidale “, che ha rispetto all’ordinario un prezzo leggermente caricato di qualche euro destinato ad essere però devoluto. Ben 50 famiglie indigenti che vivono nella cintura metropolitana che avvolge Milano saranno quest’anno beneficiarie di buoni pasto nonché coinvolte in progetti di educazione alimentare che in forma mirata puntano ad un reinserimento lavorativo.

Dopo aver lasciato alle proprie spalle diversi anni di esperienze vissute nella Food Valley dell’agro parmense, per la seconda volta Michelin Italia sceglie di debuttare tra le dolci colline vicino al lago d’iseo, immerse tra nascosti filari di viti, e ne è orgoglioso il suo direttore Lovrinovich che ci abituati ad imprevedibilità inaspettate, come le due stelle assegnate l’anno scorso al ristorante Tre Olivi di Paestum che solo pochi istanti prima non ne aveva nessuna.

Quest’anno – in verità le quotazioni dei bookmakers erano piuttosto elevate alla vigilia – ha conquistato le ambitissime tre stelle, allineandosi agli chef executive Enrico Bartolini del Mudec di Milano e Mauro Uliassi dell’Uliassi che lo hanno rispettivamente preceduto nel 2020 e nel 2019, il verace Antonino Cannavacciuolo del Villa Crespi di Orta San Giulio in Piemonte, da questo momento in avanti divenuto autentico tempio dell’olimpo gastronomico italiano.

Ma in questo clima di gentile buon gusto non bisogna dimenticare che brillano anche le nuove stelle verdi. Enrico Crippa aggiunge al Piazza Duomo di Alba la quarta stella, questa volta green. Il direttore della comunicazione in Guida Michelin, Marco Do, appare compiaciuto durante lo show event quando rivela alcuni dati numerici assai interessanti, come i 150 nuovi ristoranti italiani che è possibile individuare all’interno dell’app riservata alla Guida, 10 dei quali sarebbero dei nuovi monostella, mentre ben 5 sono nuove stelle verdi; e lo fa con grande fierezza e convinzione perché proprio sul tema della sostenibilità si concentrano le parole del suo discorso, che fa da apripista al messaggio registrato di Poullennec , Presidente della Guida Michelin, il quale racconta simpatici aneddoti: ” ..In questi anni abbiamo osservato un crescente interesse da parte dei professionisti, per questo abbiamo inserito la Stella Verde come nuovo riconoscimento. Grazie alla ricchezza della sua biodiversità, l’Italia si distingue ogni anno per la grande differenziazione e varietà dei ristoranti che ogni anno offrono ai loro clienti sia una grande esperienza enogastronomica che un momento realmente vicino e attento all’ambiente. Tante e diverse tra loro le varie realtà green, che anche quest’anno hanno impressionato i nostri ispettori.. “.

E’ la tradizione che si rinnova e ripropone da oltre 120 anni in cui i ristoratori di tutto il mondo, sostenuti da emozioni dirompenti che li tengono sospesi tra il presagio ed il desiderio inebriante di esprimere il meglio del proprio talento, vogliono assecondare il gusto di gourmand ed ispettori alla costante ricerca della perfezione “ in cucina ”. Una volta l’anno il mondo dell’enogastronomia si ferma e si ammutolisce, ma il “ D-DAY dello sbarco in Franciacorta ha detto la sua “, la Guida Michelin Italia è stata presentata e come dicono i francesi “Bon Appetit”.  

EAT TO EAT cardito Frattamaggiore

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