di Biagio FuscoSe è vero che la distanza posta oggi tra il “pallone, organizzato, finanziato e giocato a livello mondiale“ e la politica internazionale è davvero sottile, è altrettanto innegabile che ciò comporta talora sospensioni, seppur in via cautelativa, dall’albo degli iscritti ed elettori nonchè da tutte le cariche eventualmente ricoperte all’interno di organismi di vertice, istituti in partiti politici di maggior interesse e rappresentatività nazionale.

E’ quanto capitato ad Andrea Cozzolino (Pd), europarlamentare alla sua terza legislatura e con un passato ingombrante prima nel Pci e poi nella direzione nazionale del Pd, recentemente destinatario di un provvedimento disciplinare molto severo, emesso all’esito di una riunione telematica della commissione nazionale di garanzia del suo partito. La sanzione giunge immediatamente a seguito della comunicazione di definitiva chiusura delle indagini penali, messe in piedi dalla Magistratura requirente con riferimento a quello scandalo che ormai ha invaso tutti gli spazi utili dell’informazione web e cha va sotto il nome di “ QuatarGate ”, il quale ha condotto finanche all’applicazione di pesanti misure restrittive della libertà personale nei confronti di personaggi eccellenti, divisi tra funzionari e politici. Il Pd dunque facendo outing conferma che il cosiddetto “ terzo uomo ” al centro dell’inchiesta, accanto ad Antonio Panzeri e Francesco Giorgi, è proprio l’eurodeputato ed ex delfino di Antonio Bassolino in Campania, contro il quale, stando ad indiscrezioni filtrate nelle ultime ore, pare ci si orienti per una istanza di revoca della guarentigia che gli garantisce l’immunità.

L’ipotesi accusatoria è quella della conclusione di un accordo nel 2019, in forza del quale il “ consorzio politico ” avrebbe assicurato, in cambio di “ mazzette in denaro contante “, pressioni ed ingerenze a favore dello Stato nordafricano del Marocco mediante la gestione e l’impiego di soldi che circolavano nell’ambito di una organizzazione, la quale rientrava nelle sfere di influenza proprio del Marocco e del Quatar, e quindi esercitare una forma di condizionamento invasivo negli affari della UE. Lo confessa Francesco Giorgi, il trentacinquenne surfista dell’Idroscalo, compagno di Eva Kaili, uno degli ex vicepresidenti dell’Eurocamera, quando afferma di sospettare che Marc Tarabella e Andrea Cozzolino, europarlamentari socialisti, hanno preso soldi tramite Antonio Panzeri.

Al vaglio degli inquirenti un quadro indiziario molto nutrito, dal quale – si legge nel mandato di arresto europeo, notificato alla moglie e figlia di Panzeri (entrambe ai domiciliari) a proposito del coinvolgimento dell’ex eurodeputato attualmente in carcere a Bruxelles “ sembra aver sviluppato una vasta organizzazione fraudolenta..i cui atti criminali avrebbero avuto una natura complessa, organizzata e ripetitiva ” – emergerebbe un autentico sodalizio dedito a raccogliere compensi finanziari con metodo criminale all’ombra di uno scontro tra servizi segreti arabi. I leader d’Europa, alquanto allarmati da questo terremoto che sembra scuotere l’Unione dalle fondamenta, praticano prudenza.

Le due donne sono anch’esse accusate di concorso in associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio. In base alla ricostruzione dei fatti, operata da chi coordina le indagini in Belgio, il giudice Michel Claise, la finalità di questo gruppo allargato e fortemente organizzato era specificatamente quella di influenzare con l’aiuto di corruttele i processi decisionali del consesso democratico europeo, affinche’ questo assumesse “ posizioni positive o più morbide “ nei confronti del Paese medio orientale che attualmente ospita i Mondiali di calcio 2022. Il Marocco avrebbe avuto un ruolo nella vicenda di sospetta corruzione attraverso la Dged, il servizio nazionale di informazione esterna. Sulla scorta della documentazione consultata dai quotidiani belga e italiano, Le Soir e La Repubblica, Panzeri, Cozzolino e Giorgi sarebbero stati in contatto con la Dged e con Abderrahim Atmoun, ambasciatore marocchino in Polonia, secondo invece rumors della emittente greca Mega Tv, riprese dal sito di informazione tedesco Focus.de, i magistrati starebbero concentrando la loro attenzione su ben oltre 60 eurodeputati, la maggior parte dei quali appartenenti al gruppo dei Socialisti & Democratici, al Ppe e a partiti della sinistra europea.

Dall’Italia immediatamente rimbalzano le prime reazioni, la nostra Premier rilascia un commento e rileva “ Lo scenario è oggettivamente preoccupante, le notizie che escono raccontano qualcosa che non avremmo mai immaginato… Credo che di fronte a vicende di questo tipo conti molto la reazione, che deve essere ferma e decisa…”. Le fa subito eco il monito proveniente dalla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola Non ci sarà alcuna impunità, non nasconderemo la polvere sotto il tappeto…Le accuse che coinvolgono il Parlamento Europeo sono un colpo alla democrazia e a tutto quello per cui abbiamo lavorato per molti anni. Ci vogliono molti anni per costruire fiducia, ma basta un momento per distruggerla ”.

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