Napoli nord: movimento forense

Ha trovato una certa, triste notorietà l’espressione “in articulo mortis”, mutuata dal diritto canonico per il recente
matrimonio contratto da una notissima scrittrice a fronte della sua grave condizione di salute.

Ebbene, pur con l’immenso, doveroso, incondizionato rispetto che si deve alla persona in questione e consapevole delle
debite proporzioni a farsi, mi permetto di cogliere l’occasione di tale reviviscenza giuridico-lessicale per dare il senso
della gravità di quanto stia accadendo al valore primario e costituzionale della Giustizia nel nostro territorio.
Nel mio ruolo di Presidente della sezione territoriale di una delle Associazioni forensi più rappresentative a livello
nazionale, quale è Movimento Forense Napoli Nord, infatti, non posso tacere dinanzi alla drammatica situazione venutasi
a creare in virtù del recente provvedimento con cui si è inteso prevedere la prossima sospensione delle udienze civili
presso l’ufficio del Giudice di Pace di Napoli Nord per un mese e mezzo dopo la pausa feriale.
Un intervento, appunto, assunto “in articulo mortis”, quasi che la situazione sia ineluttabilmente indirizzata all’esito più
infausto e definitivo.

Ma davvero siamo a questo punto? Davvero siamo in una condizione talmente critica da imporre decisioni così eccezionali
e drastiche? O ci ritroviamo piuttosto dinanzi all’ennesima conclamata resa delle istituzioni responsabili o addirittura,
come sembra evocare lo stesso Presidente del Tribunale nel decreto in questione, dinanzi ad un disegno di indebolimento
e ridimensionamento dell’iniziale progetto giudiziario di Napoli Nord? Ebbene, entrambe le prospettive paiono fin troppo
esecrabili per essere vere.

Di certo, nella situazione venutasi a creare, non si può che esprimere, senza riserva alcuna, gratitudine, ammirazione e
solidarietà per l’impegno instancabile profuso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord e, segnatamente
e su tutti, dal suo Presidente, Avv. Gianluca Lauro, fin dal primo insediamento, per denunciare le criticità di mezzi e
personale che affligge gli uffici giudiziari della città di Aversa e dell’intero circondario, proponendo ogni possibile
soluzione e sollecitando ogni praticabile intervento, pur nell’abito delle proprie limitate prerogative istituzionali, con
l’obiettivo di tutelare la continuità e l’efficacia dell’attività giudiziaria a tutela prima dei cittadini e poi della classe forense.

“Il male oltre il male” denunciato dal Presidente Lauro, dunque, coglie nel segno e non può non trovare tutta la nostra Associazione e me personalmente al suo fianco, anche e soprattutto nella prospettiva dei prossimi incontri che lo vedranno
impegnato con i vertici politici e ministeriali a perorare la causa, non solo del Tribunale di Napoli Nord, ma di tutti gli
Uffici giudiziari del circondario, che possono ancora corrispondere al modello virtuoso che si intendeva avessero rispetto
alle incancrenite problematiche della giustizia italiana.
Un modello che ha però bisogno di chi, sia sul piano politico sia sul piano burocratico, abbia la lungimiranza e il coraggio,
non solo di ascoltare le grida di dolore di cui soprattutto le rappresentanze forensi si fanno già carico, ma di intervenire
concretamente a modificare una situazione ancora recuperabile.
Basta chiacchiere!

I problemi sono noti. E anche le soluzioni, a partire dall’adeguamento della originaria, insufficiente e miope, pianta
organica.
E si affermi e sappia senza infingimenti: la giustizia a Napoli Nord non è ancora “in articulo mortis”, ma anche che, se la
giustizia qui muore, muore un po’ ovunque.

 

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