In un clima di tensione e polemiche, il sindaco di Brusciano, Giacomo Romano, è intervenuto per porgere le sue scuse alla comunità, dopo che uno striscione con il motto fascista “Credere, obbedire e combattere” è stato esposto durante la parata del Giglio Croce Uragano, domenica 17 agosto. La frase, simbolo del regime fascista, ha suscitato una forte reazione, soprattutto dopo la denuncia del parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Avs), che ha puntato il dito contro un messaggio che ha riaperto vecchie ferite storiche e politiche.
Il sindaco, in un post sui social, ha espresso il suo dispiacere, sottolineando che Brusciano non può essere associata al fascismo e che l’episodio non rappresenta i valori della comunità o del comitato organizzatore. “Non permetteremo mai a nessuno di infangare la nostra amata festa! Brusciano non è fascista! Il comitato Croce Uragano non è fascista! Porgo le mie personali scuse a chi si è sentito turbato da un messaggio sbagliatissimo esposto sull’obelisco che è segno di pace e fratellanza, uguaglianza ed inclusione, parità e solidarietà,” ha dichiarato Romano, cercando di placare gli animi e chiarire la posizione dell’amministrazione.
L’episodio è avvenuto in un contesto particolarmente delicato, con i festeggiamenti della 149esima edizione della Ballata dei Gigli dedicati alla legalità e alla civiltà. La presenza di uno slogan bellicista, dunque, è apparsa ancor più fuori luogo, suscitando indignazione e dibattito.
Rosita Vallefuoco, rappresentante del Giglio Croce Uragano, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che si è trattato di una “leggerezza” non intenzionale. In un post su Facebook, Vallefuoco ha ribadito che il comitato prende le distanze dal messaggio e ha chiesto scusa a nome di tutto il gruppo, invitando la comunità a partecipare agli eventi successivi improntati sulla legalità. “Non sono giustifiche perché quando succedono cose le giustifiche sono inutili. Sono soltanto dispiaciuta che una ‘leggerezza’ fatta senza intenzionalità abbia divampato un fuoco e alzato un polverone dallo spessore mediatico importante,” ha scritto.
La reazione della comunità è stata mista. Mentre alcuni cittadini hanno apprezzato le scuse del sindaco e del comitato, ritenendo la polemica “infondata e di poco conto”, altri hanno espresso indignazione, chiedendo di fare chiarezza sull’accaduto e di prendere provvedimenti più decisi.
L’episodio ha riacceso un dibattito che va oltre la festa dei Gigli, toccando corde sensibili legate alla memoria storica e ai valori che la società moderna deve rappresentare. Con la Ballata dei Gigli in programma per domenica 25 agosto, resta da vedere come l’evento si svolgerà e se riuscirà a riportare la serenità in una comunità scossa da questa vicenda.





