Mugnano – Un’intercettazione telefonica anonima ai Carabinieri ha sventato un tentativo di frode assicurativa, evitando un incendio che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche grazie al rapido intervento delle forze dell’ordine.

“Fra poco quella casa prenderà fuoco!” sono le parole cariche di urgenza che il Carabiniere in servizio ascolta. La voce all’altro capo aggiunge solo un dettaglio prima di interrompere la chiamata: “…per i soldi dell’assicurazione”. Questo suggerimento è sufficiente perché il militare comprenda la situazione. Qualcuno sta per dare fuoco a un’abitazione con l’intenzione di riscuotere il premio assicurativo.

Senza perdere tempo, una pattuglia viene inviata all’indirizzo indicato. I Carabinieri contattano i proprietari, chiedendo loro di raggiungere l’abitazione. Tuttavia, la reazione della famiglia è anomala e segnata da un’aggressività ingiustificata. Quando i militari raggiungono la porta d’ingresso, il proprietario risponde con insulti e, davanti a loro, compie un gesto sospetto: si avvicina al contatore elettrico e interrompe l’alimentazione dell’intero appartamento.

A questo punto, i Carabinieri comprendono la serietà della minaccia e ordinano l’evacuazione dell’intero edificio, abitato da diverse famiglie, compresi bambini. La presenza di un grande serbatoio di metano al piano terra, infatti, rende chiaro il pericolo di un’esplosione qualora l’incendio avesse luogo.

Durante le operazioni, la situazione degenera: la moglie del proprietario aggredisce uno dei Carabinieri con un pugno in pieno viso. Nel frattempo, il figlio della coppia cerca di intrufolarsi nell’appartamento arrampicandosi fino al primo piano, forzando una finestra e gettando vari oggetti nel cortile sottostante. I Carabinieri recuperano questi oggetti, e il giovane viene subito fermato. A questo punto, la donna cede e confessa il piano: l’incendio era stato programmato per riscuotere il risarcimento assicurativo.

Il piano prevedeva un innesco temporizzato. Un timer crepuscolare era stato collegato a una ciabatta elettrica che, intorno alle 14:15, avrebbe rilasciato una scarica elettrica per scatenare le fiamme, propagate attraverso contenitori di polistirolo posti strategicamente per favorire l’incendio. Il tempestivo arrivo dei Carabinieri è avvenuto appena 15 minuti prima che il congegno si attivasse.

Padre, madre e figlio sono ora denunciati per tentato danneggiamento mediante incendio, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, con la madre accusata anche di lesioni personali per l’aggressione al militare.