Non si arresta la protesta della comunità scolastica del Liceo Artistico Leonardo da Vinci di Aversa contro il trasferimento della storica sede di via Pirozzi nel Comune di Succivo. Una decisione che ha innescato forti tensioni tra studenti, famiglie, docenti e personale Ata, tutti compatti nel chiedere lo stop a un provvedimento ritenuto dannoso per la qualità della didattica e per l’inclusione.

Alla base della scelta c’è il piano di razionalizzazione della rete scolastica promosso dalla Provincia di Caserta, finalizzato a ridurre i costi degli affitti privilegiando immobili pubblici concessi in comodato gratuito. In questo contesto, lo scorso 13 gennaio la dirigente scolastica Margherita Montalbano ha sottoscritto un’intesa con il presidente della Provincia Anacleto Colombiano e con il sindaco di Succivo Salvatore Papa, per il trasferimento della sede di via Pirozzi – che costa circa 70mila euro l’anno – in un istituto comprensivo di via Augusto, a Succivo.

Una decisione presa senza alcun confronto preventivo con gli organi collegiali e con la comunità scolastica, che ne è venuta a conoscenza solo il giorno successivo. Da qui l’ondata di proteste. La sede di via Pirozzi è attiva da 17 anni e ospita 11 classi per un totale di 202 studenti, tra cui 15 con disabilità (sei in condizioni di gravità), oltre a 42 docenti e 5 unità di personale Ata. La struttura è dotata di cinque laboratori, spazi amministrativi, sala docenti, aree per l’attività fisica, parcheggi e collegamenti strategici grazie alla vicinanza con la metropolitana e la stazione ferroviaria di Aversa.

Secondo docenti e famiglie, la nuova sede individuata a Succivo non sarebbe adeguata a ospitare un liceo artistico: mancherebbero laboratori specifici, palestra e spazi amministrativi, oltre alla convivenza con scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Un quadro che, a loro avviso, comprometterebbe la qualità dell’offerta formativa, l’inclusione degli studenti con disabilità e l’identità stessa dell’istituto, rendendo anche più difficoltoso l’accesso per studenti provenienti da diversi comuni.

Nei giorni scorsi gli studenti hanno scioperato davanti alla sede di via Pirozzi e molte classi hanno proseguito la protesta con assenze collettive. Il Consiglio d’istituto, riunito in seduta straordinaria, ha deliberato all’unanimità la contestazione dell’intesa, chiedendo la sospensione del trasferimento o l’individuazione di una sede alternativa realmente idonea. Anche il corpo docente ha firmato un documento unitario di critica, mentre la Rsu ha convocato un’assemblea per il 30 gennaio.

A pesare ulteriormente sulla vicenda c’è anche l’aspetto contrattuale: l’attuale locazione della sede di via Pirozzi scade il 3 giugno 2027, e una chiusura anticipata potrebbe esporre l’ente a possibili contenziosi. Un elemento che rafforza le richieste di un ripensamento complessivo della decisione.pubblicita' 880