NAPOLI – Una finta rapina per rubare venti chili di droga alla ’ndrangheta. È questo uno degli episodi più clamorosi emersi dall’indagine della Procura di Napoli che ha portato a nove arresti, colpendo in particolare il clan Vanella-Grassi, attivo nell’area nord della città.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo criminale partenopeo avrebbe organizzato un falso assalto per impossessarsi dello stupefacente fornito dalla criminalità calabrese e destinato alle piazze di spaccio della periferia nord. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche due soggetti calabresi, a conferma dei rapporti tra le due organizzazioni.

A sottolineare la gravità dell’episodio è stato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri: «Siamo preoccupati della reazione della mafia calabrese. Abbiamo chiesto a coloro che riteniamo responsabili del colpo se si sentono in pericolo e se vogliono affidarsi allo Stato. È una loro scelta».

L’operazione è stata condotta dai carabinieri, che durante uno degli interventi hanno trovato un indagato nascosto per ore in un’intercapedine ricavata nel muro della propria abitazione, nel tentativo di sfuggire all’arresto.

Le indagini hanno evidenziato anche il rafforzamento del clan Vanella-Grassi, nato dopo la faida di Scampia del 2004 e oggi considerato tra i gruppi più influenti tra Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno. Secondo la Procura, il colpo ai danni della ’ndrangheta rappresenta un segnale della capacità del clan di muoversi con autonomia e di consolidare il proprio controllo sul territorio.pubblicita' 880