
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso le indagini preliminari nell’ambito della maxi inchiesta sul presunto “Sistema Caprio”, che ipotizza un articolato meccanismo di corruzione e turbativa negli appalti pubblici. Sono complessivamente 53 le persone iscritte nel registro degli indagati, tra imprenditori, tecnici, professionisti e funzionari pubblici, coinvolti a vario titolo nell’inchiesta.
Il pubblico ministero Anna Ida Capone ha notificato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L’indagine riguarda diversi appalti pubblici banditi nell’alto Casertano, in particolare nei comuni di Dragoni, Alvignano e Vairano Patenora, ma anche importanti opere nel capoluogo, tra cui la variante di piazza della Seta a Caserta, dal valore di circa 2,6 milioni di euro.
Secondo l’ipotesi accusatoria, al centro del presunto sistema vi sarebbero gli imprenditori Luigi, Francesco e Ubaldo Caprio, ritenuti dagli inquirenti i promotori di un’organizzazione finalizzata a pilotare gare pubbliche attraverso episodi di corruzione e turbativa degli incanti. Le imprese riconducibili alla famiglia Caprio avrebbero beneficiato di un presunto cartello che, con la collaborazione di dipendenti pubblici e professionisti, avrebbe alterato l’esito di numerose procedure di affidamento.
L’inchiesta era emersa già nel 2022, quando la Guardia di Finanza, su delega della Procura, eseguì una serie di perquisizioni nei confronti degli indagati. Durante le operazioni furono sequestrati anche 39 mila euro nell’abitazione dell’imprenditore Ubaldo Caprio, somma che gli investigatori ritengono possa essere riconducibile a un presunto accordo corruttivo.
Parallelamente alla chiusura delle indagini resta aperto anche il capitolo delle misure cautelari. La Procura ha infatti impugnato davanti al Tribunale del Riesame la decisione del giudice per le indagini preliminari che, pur riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di circa trenta indagati, non aveva disposto alcuna misura restrittiva. L’udienza è stata fissata per il mese di settembre.
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati avranno ora la possibilità di depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima che la Procura decida se richiedere il rinvio a giudizio nell’ambito di una delle più rilevanti inchieste sulla gestione degli appalti pubblici nel territorio casertano degli ultimi anni.






