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Napoli, un tassello chiamato futuro

Prima Chiriches, ora Allan: un programma delineato quello della Società Sportiva Calcio Napoli.

A prescindere dal perseguimento degli obiettivi stagionali, comincia sin da subito il percorso dei rinnovi contrattuali.

Con tutta probabilità,  Castel Volturno sarà la sede dei consensi e degli accordi futuri tra società e calciatori. L’ipotesi di poter sfogliare il taccuino di Chiavelli & soci non dista da una concreta realtà: Jorginho, Mertens e Koulibaly saranno le prossime annotazioni da smarcare, consentendo di consolidare ed estendere i propri contratti.

Curare i dettagli, la società sembra aver acquisito questa nozione, sostituendo la pacata superficialità di un tempo con il tempismo e le giuste gratifiche per chi ha meritato di poter indossare questa maglia.

L’esempio evidente è rappresentato dal rinnovo contrattuale di Faouzi Ghoulam, calciatore che ha evidenziato una crescita esorbitante e che si apprestava a concludere la sua avventura in azzurro a giugno 2018. Superare le pregresse incomprensioni con il suo entourage (il fratello del calciatore in primis) è stato il primo segnale di maturità.
Senza tralasciare la notevole accortezza del Napoli di firmare il nuovo accordo contrattuale durante la convalescenza dal suo infortunio che lo ha costretto a dare forfait per l’intera stagione.

 L’ANNO CHE VERRÀ

Sopperire alle carenze.

Questa potrebbe rappresentare la linea guida per rinforzare la rosa durante la campagna acquisti della prossima stagione. Idea che aveva già preso piede durante lo scorso gennaio.
Tant’è che Verdi e Politano sono stati al centro delle trattative per tutta la durata del calciomercato invernale.
Nessuna delle due però ha avuto gli esiti sperati. La pecca è stata forse rappresentata dal persistere oltre modo, senza poter virare su alternative altrettanto valide. Ma tutto fa esperienza.

La stessa da poter mettere in campo sin da luglio e consentire all’attuale rosa di poter disporre di un sufficiente numero di pedine al proprio servizio, senza dover ansimare troppo durante l’arco della stagione agonistica. Il tutto dovrà passare attraverso la stabile permanenza di Maurizio Sarri al timone di questa ciurma, lo snodo cruciale che può garantire la giusta continuità progettuale della società azzurra.

LO SCOPO

La minuziosa gestione societaria ha portato il Napoli ad un bilancio storico per le proprie casse. Quello esibito ad inizio anno (in riferimento a dicembre 2017) ha nel proprio elenco una voce ricavi che ha del sublime: 308 milioni di euro.

Costi per 207 milioni che hanno determinato 100 milioni di entrate in più. Vanno scorporati 34 milioni di tasse pagate al fisco fino ad arrivare ad un utile di 66 milioni.

Questi ultimi si aggiungono ai 56 già accumulati, arrivando a un monte riserve di 110 milioni.

La cifra di 110 milioni non è solo in numeri, ma corrisponde passivamente anche all’attivo circolante (che l’anno precedente a fronte di 56 milioni di riserve era di 80 milioni).

A questi numeri va aggiunta la plusvalenza derivante dalla cessione di Gonzalo Higuain nel 2016, posta per intero a bilancio (90 milioni).

In cassa, al 30 giugno, si stimava solo la prima rata, quindi se ne devono aggiungere altri 45, arrivando alla cifra di 155 milioni.

IL FUTURO DEL CALCIO NAPOLI

Questa amministrazione non ha capitali alle spalle, derivanti da multinazionali che possano finanziarla. Viaggiando sotto l’unica guida di Aurelio De Laurentiis, mostra dei numeri davvero considerevoli e di notevole crescita rispetto al recente passato. Il futuro? Si chiama stadio di proprietà.

Se il percorso fin qui descritto ha una sua logica, il suo fine e considerevole scopo è una propria struttura che possa colmare il gap che ancora ci separa dalle grandi potenze del calcio europeo.

In sostegno ci sono state le dichiarazioni dell’architetto Zavanella, specializzato nella progettazione di impianti sportivi, le quali espongono la volontà del patron di costruire un impianto tecnologicamente avanzato.

L’ipotesi avanzata di una capienza di 40.000 posti a sedere,  i primi accenni sulle potenziali disponibilità economiche, sono di buon auspicio sulla reale fattibilità.

Empoli, Frosinone, Pescara, Como, Atalanta, Cagliari, Roma, società che hanno già approcciato e si accingono ad emulare le gesta di Juventus e Udinese. L’ultimo tassello chiamato futuro passa inevitabilmente per questo step.

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